«Servola, 48 milioni di Cip6 da recuperare»

Cip6 o Cip fai». La battuta viene facile. Se 11milioni 850mila euro vi sembrano pochi... La cifra è stata fornita dall’assessore regionale Federica Seganti come risposta a una interrogazione del consigliere di Rifondazione comunista Igor Kocijancic presentata nel giugno scorso sulla vertenza della Ferriera di Servola. Illustra la «consistenza del contributo annuale Cip6 che viene erogato alla centrale Elettra per la produzione di energia elettrica dal recupero dei gas forniti dalla Ferriera di Servola».
Il Cip6 è una delibera del Cipe (Comitato interministeriale prezzi) adottata il 29 aprile 1992 a seguito della legge n. 9 del 1991, con cui sono stabiliti prezzi incentivati per l'energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili e "assimilate". I costi di tale incentivo vengono finanziati mediante un sovrapprezzo del 6-7% del costo dell'energia elettrica, che viene addebitato direttamente ai consumatori in bolletta. «Nel 2010 la Elettra Produzione srl - spiega Kocijancic - ha incassato un contributo di 11.850.000 euro (undici milioni e cinquecentomila euro), poco meno di un milione di euro al mese. Rammento a chi commenterà questa cifra, pagata direttamente dai cittadini con l’aumento nelle bollette del 6%, che si tratta di un contributo ridotto rispetto a quello che era stato versato per i primi dieci anni della convenzione». Ma non basta. «Ricordo inoltre che i Fondi finanziari inglesi proprietari di Elettra (il fondo Hutton Collins, ndr) - continua l’esponente di Rc - si erano iscritti a un elenco per ottenere l’anticipo di tutto il contributo da qui al 2015 (data di scadenza per l’erogazione del Cip 6)». E sorge il problema. «La Lucchini spa - spiega Kocijancic - ha aggiornato la chiusura inizialmente indicata per dicembre 2013 al 2014 per l’altoforno e a tutto il 2015 per la cokeria. Gli investimenti per la manutenzione a garanzia della continuità operativa per i prossimi quattro anni, fino al 2015, risultano essere per 2 milioni e mezzo dalla Lucchini spa e per 18 milioni dalla Servola spa , quindi dall’attività dello stabilimento di Trieste. Gli interventi economici per la continuità dell’attività produttiva si limitano quindi ai 18 milioni di euro che dovrebbero essere trovati a Trieste e quindi direttamente riconducibili in buona parte al contributo Cip6 che permette ad Elettra di continuare a produrre energia dall’acquisto dei gas dalla Ferriera».
La conclusione? «Siamo di fronte ad una attività produttiva e ad uno stabilimento che il protocollo definisce non più compatibile con il contesto territoriale in cui è inserito - dichiara il consigliere regionale -. Ci aspettano ulteriori quattro anni con l’impegno a spendere per la manutenzione circa 20 milioni di euro in totale mentre la centrale di cogenerazione incasserà, visti i dati del 2010, circa 48 milioni di euro di contributo CIP6 di cui una buona parte andrà a potenziare i fondi di finanziamento inglesi e gli stessi investitori». Un affare. Fondi a perdere per il fondo inglese Hutton Collins.
«Per questo - spiega il consigliere di Rc - serve un accordo di programma che tracci un progetto per il futuro. In una situazione straordinaria quale è quella presente, il governo può fare interventi straordinari dirottando i soldi dei cittadini dal Cip6 ad un fondo per Trieste, eliminare le regalie del governo Berlusconi e investire gli euro nella loro destinazione originaria, cioè di supporto alle produzioni di energia rinnovabile: sarebbe già come aprire una porta per nuovi insediamenti produttivi nel nostro territorio». (fa.do.)
Riproduzione riservata © Il Piccolo








