Commissario A4 a rischio Tondo “diffida” il governo

TRIESTE. Commissario della terza corsia della A4 in pensione a fine anno? È un’ipotesi sinistra nella bozza di riforma della Protezione civile varata dal governo. Non l’unico commissariamento a rischio, quello dell’allargamento della Trieste-Venezia, ma evidentemente il capitolo che interessa di più la nostra regione. Con conseguenze, nel caso, molto serie in una fase in cui si gioca anche la delicatissima partita del mega-finanziamento bancario per proseguire nelle opere. Dovesse esserci il taglio, sintetizza Renzo Tondo confermando che l’allarme c’è, «sarebbe gravissimo». E anche Riccardo Riccardi, il diretto interessato, alza le barricate: «Non sarà un commissariamento all’infinito. Ma ha dimostrato di servire, e servirà ancora un po’».
La bozza del governo Le gestioni commissariali «che operano già all’entrata in vigore della riforma non vengono prorogate o rinnovate, fatte salve alcune eccezioni, debitamente motivate», si legge nella bozza che interessa la Protezione civile, quella che mette in discussione i commissari straordinari di emergenze endemiche come il traffico, le carceri, i rifiuti. E pure i grandi eventi come l’Expo. Sforbiciata, eventualmente, da applicare a fine anno attraverso le mancate proroghe e il ritorno all’ordinario. Ma che, fin d’ora, crea apprensione in regione.
La firma di Berlusconi Non si può infatti non pensare anche all’operazione terza corsia, lì dove il presidente Tondo – dopo che Roma, anche sollecitata dal drammatico incidente di Cessalto di inizio agosto di quattro anni fa, decise di intervenire – ha operato da commissario da settembre 2008 a luglio 2011. Fu Silvio Berlusconi a firmare l’ordinanza che consentiva di adottare procedure semplificate e quindi di ridurre notevolmente i tempi verso la terza corsia. Sub commissari (in linguaggio tecnico “soggetti attuatori”) furono sempre allora nominati l’assessore regionale ai Trasporti Fvg Riccardi e il commissario per la Pedemontana veneta Silvano Vernizzi.
Le regole Nove mesi fa, dopo il passo indietro di Tondo, ecco Riccardi commissario (pure lui, come il governatore, ha rinunciato ai 300mila euro annui di indennità), sempre con i poteri straordinari (estesi da un’ordinanza del maggio 2009 pure alla viabilità ordinaria), oltre che di arbitro della procedura di Via (la valutazione di impatto ambientale), anche di bypassare le decisioni delle autonomie locali, compiere scelte di competenze delle Prefetture, limitare il traffico e chiudere i caselli. Non manca l’affiancamento di una struttura composta da cinque persone, da due consulenti e da un comitato tecnico scientifico che si occupa dell’istruttoria per la valutazione dei progetti. E che indica inoltre eventuali proposte di adeguamento o varianti migliorative. Il supporto tecnico, logistico e operativo è garantito da Autovie Venete.
Il commissario serve al Fvg Quello per la terza corsia, ne sono convinti Tondo e Riccardi, non può essere considerato tra i vari commissariamenti infruttuosi se non inutili sparsi per l’Italia ed entrati nel mirino del governo. Tondo, detto che sarebbe appunto «gravissimo» se il governo decidesse di non prorogare la gestione commissariale della terza corsia, stenta a crederci: «Non credo che Roma si vorrà prendere la responsabilità di fermare un’opera strategica per il Paese». E anche Riccardi difende un modus operandi che ha portato finora «solo vantaggi». «Dalle notizie che vengono riportate da Palazzo Chigi – spiega il commissario in carica – si parla di “eccezioni debitamente motivate”. Credo che i fatti serviranno a motivare ampiamente l’utilità del commissariamento della terza corsia».
Obiettivi centrati Riccardi sottolinea in particolare il fatto che «i poteri straordinari sono stati utilizzati solo per deroghe procedimentali e mai per procedure d’appalto» e che dunque «si è trattato di una gestione trasparente e che ha portato risultati concreti non solo sulla partita autostradale ma pure sulla viabilità ordinaria». E ancora: «Sono decine le opere minori e non autostradali che sono state sbloccate grazie alle deroghe sui procedimenti». A fine anno dunque, prosegue l’assessore, «si valuterà la situazione» ma, chiarito che non sarà «un commissariamento all’infinito», al momento «non si vede il motivo di cambiare una situazione che ha dimostrato di servire a centrare gli obiettivi».
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