Mons. Merlino eroe della Fortezza

PALMANOVA.
Con una lettera al sindaco, agli assessori e a tutti i consiglieri comunali, il Movimento civico culturale alpino-adriatico “Fogolâr Civic” e il Circolo universitario friulano “Academie dal Friûl”, presieduti dal professor Alberto Travain, è stato chiesta all’amministrazione municipale di Palmanova l’intitolazione di un luogo o di un’istituzione alla memoria di monsignor Giuseppe Merlino. Toccante e partecipata quella che martedì 24 aprile, nella chiesa di San Francesco a Palmanova, è stata in assoluto la prima pubblica commemorazione non solo studentesca, ma anche popolare presso la tomba del “Leone di Palmanova” ovvero il parroco della città che nel 1945 riuscì a dissuadere i nazisti in ritirata dall’intento di far saltare in aria la Fortezza, quasi come sottolinea Travin, papa Leone Magno fece con Attila, secondo leggenda, salvando Roma dalla distruzione. «Fate saltare me non la città» avrebbe detto monsisgnor Merlino al comandante tedesco. Una frase storica tratta dal racconto di una nonna e riportata a scuola dall’alunna Giulia Zuliani della classe 2.a D della media locale. La scolaresca, sotto la direzione dello stesso professor Travain, coadiuvato dalla collega Anna Stel, ha organizzato un evento commemorativo invitando cittadinanza, associazioni ed istituzioni a testimoniare il debito affetto verso un «difensore della città» non sufficientemente ricordato. Commossi gli interventi dell’arciprete di Palmanova, Angelo Del Zotto, dell’assessore Giuseppe Tellini, del vicario del Istituto comprensivo, Elena Bernardis. Le testimonianze delle cittadine Luisa Aprile e Franca Rapretti hanno ricordato la figura di monsignor Merlino e quella lunga notte tra 24 e 25 aprile 1945. Mentre parte della cittadinanza cercava rifugio fuori dai bastioni, egli sostenne presso il comando tedesco le estenuanti trattative che condussero alla salvezza della città.
Alfredo Moretti
Riproduzione riservata © Il Piccolo








