Altri 2 anni e mezzo alla donna in cella per l’omicidio Lorenzetti

Rosa Rambetti, già condannata a sei anni, è stata riconosciuta colpevole anche della ricettazione di un assegno di 5mila euro staccato per beneficienza. Gonfiato l’importo, i soldi finirono sul suo conto
Di Franco Femia
Altran Omicidio Lorenzetti casa e auto Lorenzetti
Altran Omicidio Lorenzetti casa e auto Lorenzetti

GORIZIA. Rosa Rambetti dovrà prolungare la sua permanenza in carcere. La donna, che sta scontando una pena a sei anni per l’omicidio Lorenzetti, è stata condanna a due anni e mezzo di reclusione per ricettazione dal giudice monocratico di Gorizia. La donna è stata ritenuta responsabile di aver depositato sul suo conto bancario un assegno di provenienza furtiva alterando pure la cifra. Sull’accusa di falso è intervenuta però la prescrizione.

Una vicenda che risale al 2006, due anni prima dell’omicidio Lorenzetti. Un assegno di 5mila euro era stato emesso dal titolare della Grimaldi lines e destinato per beneficenza a un istituto religioso di frati francescani che risiede in Sicilia. Assegno che non è mai arrivato al destinario. È stato intercettato da una banda di malviventi e per un giro vario è arrivato alla Rambetti ma con un importo lievitato, e di molto: i 5mila euro erano diventati 49.500. Il titolo di credito veniva depositato nel conto che la Rambetti aveva nella filiale di un istituto di credito di Grado.

Nessuno si sarebbe accorto della truffa se il benefattore, incontrando i frati suoi conoscenti non fosse venuto a conoscenza che quei soldi non erano arrivati alla destinazione giusta. Controllando i suoi conti aveva così scoperto che l’assegno era stato incassato non per la cifra di 5 mila ma di oltre 49mila euro. Di qui la denuncia.

Del caso si occuparono gli agenti del Commissariato di Ps di Monfalcone che giunsero alla Rambetti, quale titolare del conto in cui era stato versato l’importo dell’assegno. Ma di quei soldi neppure l’ombra: il conto nel frattempo era stato svuotato.

La Rambetti era salita agli onori delle cronache con l’omicidio di Eriberto Lorenzetti, l’ex direttore dell’Inpdap di Gorizia, accoltellato il 15 ottobre del 2008 nella sua abitazione di via Gramsci, a Turriaco. A ucciderlo era stato l’albanese Fation Rexhepi, fidanzato della Rambetti. Quest’ultima è stata ritenuta “concorrente morale” nell’ambito della spedizione punitiva sfociata nell’omicidio Lorenzetti. Quella spedizione, che doveva tramutarsi in un pestaggio poi sfociato nel delitto, era stata commissionata da Giuliana De Nigris, moglie di Lorenzetti, che voleva punire il marito per le sue relazioni extraconiugali.

La Rambetti in appello si è vista dimezzare la pena inflittale in primo grado, da 12 a 6 anni. La sua posizione è stata ritenuta dai giudici marginale. Ben più pesante la condanna a Rexhepi condannato a 15 anni, mentre la De Nigris, al quale i giudici di appello hanno concesso l’attenuante della provocazione, si è vista diminuire la pena da 8 a 5 anni di reclusione.

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