Welfare padano ignorato, la Lega denuncia i Comuni

TRIESTE. Furio Honsell? «Più a sinistra di Roberto Antonaz». La premessa, di Pietro Fontanini, spiega le conseguenze della controffensiva leghista sul welfare: i Comuni “disubbidienti”, Udine in testa, vale a dire quelli che non applicano la legge regionale sull’accesso alla protezione sociale verranno segnalati alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti. Con tanto di richiesta alla magistratura contabile di valutare l’entità di un eventuale danno erariale. Dopo che Bruxelles, viste le modifiche alla legge 16/2011, ha ritenuto superati gli addebiti mossi alla normativa Fvg e chiuso il procedimento di infrazione, i padani si prendono le loro rivincite.
E tuonano, ribadendo il principio della “territorialità (chi risiede da più tempo in Fvg «ha diritto a una tutela più pronunciata»), contro «l’ideologia della sinistra che mette in secondo piano i cittadini della regione». Chi non applica la legge in vigore, avverte il capogruppo Danilo Narduzzi, «commette reato». Di qui, ricordato l’impegno della Regione sull’abbattimento rette affitti (5,3 milioni, a fronte di soli 200mila euro statali), ecco gli esposti pronti per la magistratura, passaggio inevitabile, secondo il Carroccio, dopo che l’Europa ha promosso le revisione della legge che ora fissa un unico requisito di residenzialità di 2 anni per italiani, comunitari ed extracomunitari titolari di permesso per lungo soggiornanti. Solo gli extracomunitari senza quel tipo di permesso devono essere presenti in Italia da almeno 5 anni, di cui 2 in Fvg.
«Non ci sono più ragioni per proseguire questa assurda e masochistica guerra politica –, affermano segretario e capogruppo, spalleggiati dai consiglieri Franz, Picco, Piccin e dal capogruppo in Comune a Udine Dordolo –. La legge sul welfare è pienamente in linea con gli indirizzi comunitari, i Comuni la devono dunque applicare. Chi si ostinerà a boicottarla, verrà segnalato alla Procura e alla Corte dei Conti». Per Debora Serracchiani, segretaria del Pd, c’è l’ironia di Narduzzi: «E’ stata colta da un attacco di isteria alla notizia arrivata dall’Ue».
Ma nel mirino della Lega entrano tutti i Comuni «pregiudizialmente ostili a una legge equa e logica, che vuole preservare il tessuto sociale dagli strappi laceranti inferti dalla crisi». Dal Carroccio arrivano parole di fuoco soprattutto per Honsell, «che continua a usare strumentalmente il 25 aprile per la sua propaganda, senza rendersi conto che adesso al governo c’è Monti e non più Berlusconi», attacca Fontanini. «Le barricate erette contro la nostra riforma del sistema sociale – condivide il vertice padano –, un’intransigenza al limite della provocazione, sono sempre state funzionali all’obiettivo di lanciare la sua candidatura a governatore. Gli sviluppi di questi ultimi giorni, al netto delle faide interne al centrosinistra, confermano la nostra tesi. Honsell ha deliberatamente intrapreso la strada dello scontro politico al solo fine di garantirsi visibilità e accreditarsi quale paladino delle forze di sinistra. Nel frattempo Udine è diventata ostaggio di un sindaco posseduto dall’ambizione di prendere possesso di piazza Unità».
Nel pomeriggio la replica di Honsell. Detto che «il parere della Commissione muove da presupposti diversi», il sindaco ricordo alla Lega che «anche l’ultima legge regionale sul welfare è stata impugnata dal governo Monti ed è in attesa di giudizio, dopo che già la precedente norma regionale sui requisiti di residenzialità, impugnata dall’allora governo Berlusconi, era stata giudicata incostituzionale e disapplicata dai giudici ordinari Fvg». Comune “disubbidiente”? «Abbiamo semplicemente inoltrato alla Regione tutte le domande di contributo pervenute, sia quelle che soddisfano il requisito di anzianità di residenza previsto dalla legge regionale 16/2011, sia le altre presentate dai richiedenti privi di tale requisito».
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