Pesce avariato nel frigo di un ristorante a Duino

DUINO AURISINA. Polpi, calamari e latterini “di dubbia provenienza e in stato di conservazione non ottimale”: li ha trovati nelle cucine di un ristorante “sul litorale del Comune di Duino Aurisina” una pattuglia della Guardia costiera di Trieste.
Siamo in estate e i controlli da parte della Guardia costiera, impegnati nel controllo di commercio illegale di prodotti ittici, anche per la salvaguardia della salute pubblica e la tutela delle risorse biologiche del nostro mare, si sono fatti più intensi. La rete degli accertamenti, come avverte lo stesso comunicato della Capitaneria di Porto di Trieste, si è fatta più fitta. Così è successo che mentre ispezionavano i frigoriferi di vari locali della zona, in una operazione congiunta con il personale della Azienda dei servizi sanitari locale, gli ispettori della Guardia costiera abbiano trovato “prodotto ittico di varia specie, tra cui polpi, calamari e latterini, di dubbia provenienza e in stato di conservazione non ottimale per un totale di circa 90 chili”. Il pesce sospetto è stato sottoposto a sequestro amministrativo e quindi analizzato dal servizio veterinario, che ha decretato la “inidoneità al consumo umano”. È scattato quindi, come prescrive la legge, l’ordine di distruzione nell’inceneritore. Con tutta probabilità il pesce era conservato in frigoriferi trovati con una temperatura superiore ai limiti di legge, fatto più che probabile data l’elevata temperatura di questi giorni. La “dubbia provenienza” si riferisce invece ai “latterini”, che sono i pesciolini da frittura più noti ai triestini come “girai” o “ribaltavapori”, probabilmente acquistati da qualche pescatore locale e quindi senza alcun tipo di certificazione.
L’ispezione, conferma la Capitaneria, “rientra nell’ambito della più vasta operazione di prevenzione e contrasto del fenomeno della pesca di frodo e commercializzazione illecita di prodotti ittici”.
Impossibile però sapere quale sia stato il ristorante sanzionato. Di certo, come precisa Sergio Fari, gestore del “Cantera”, non si tratta nè del suo locale nè degli altri che operano nella baia di Sistiana. (a. g.)
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