In Fvg saltano più di 8 mila dipendenti pubblici

TRIESTE. Oltre 2mila posti in meno in sanità, altrettanti nella scuola, 1.500 tra Regione, Province e Comuni. Il taglio del 10% dei dipendenti pubblici in Friuli Venezia Giulia riguarderebbe più di 8mila persone, stando ai dati più recenti a disposizione, quelli del Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato che, nel 2010, contava 83.369 dipendenti pubblici, appunto, sul territorio regionale.
La riduzione del personale
La spending review del governo contiene spesa, posti letto negli ospedali, Province e società partecipate. Ma, ancora più concretamente, riduce le persone. Un taglio secco, si legge nel capitolo “Riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni”, del 20% dei dirigenti e del 10% del personale, ipotizzando i conseguenti esuberi in mobilità per due anni all’80% dello stipendio.
Le cifre del dimagrimento
L’applicazione della norma in una regione “pubblica” come la nostra (un residente su 14 lavora nel settore) incide pesantemente. Non tanto sui dirigenti (per fare un esempio, in Regione si scenderebbe da 114 a 92), quanto sull’area non dirigenziale, un esercito di oltre 80mila persone che dimagrirebbe, secondo l’indicazione governativa, di 8mila unità.
Dalla sanità alle agenzie fiscali
Anche in questo caso qualche esempio: la sanità dovrebbe tagliare del 10% i suoi 20.390 dipendenti, lo stesso la scuola (che conta 20.900 addetti), le forze armate (8.480), i corpi di polizia (8.053), le università (2.885), i ministeri (2.736), le agenzie fiscali (1.612), gli enti pubblici non economici (1.112). Ma in Friuli Venezia Giulia ci sono pure vigili del fuoco (924), ricercatori (375) e magistrati (186).
Il comparto unico
Un altro settore in forte calo sarebbe naturalmente la funzione pubblica, il famoso esercito di 15mila persone del comparto unico. Si tratta in realtà di una stima in costante calo, come ha ricordato l’assessore regionale in uscita, Andrea Garlatti, nel giorno dell’addio. Dal 2007 al 2011 il personale negli enti locali è calato di 719 unità (-5,5%) e a Palazzo i tradizionali 3mila regionali sono diventati, nel novembre 2011, 2.513.
Gli interrogativi e le resistenze
Si terrà conto del dimagrimento già posto in essere dalla giunta Tondo o si dovrà procedere d’ora in avanti a un’ulteriore sforbiciata del 10%? È uno dei tanti interrogativi di un quadro ancora molto impreciso con la maggioranza regionale che intende tenere duro su ogni fronte, convinta com’è di avere già dato in questi anni di bilanci virtuosi pur con risorse in calo causa crisi economica.
Le Province e i Tribunali
Tra le altre simulazioni possibili, la spending review in Fvg comporterebbe la scomparsa delle Province di Gorizia e Pordenone (stando ai due criteri dell’estensione e della popolazione, peraltro ancora da ufficializzare), mentre è già decisa la chiusura dei tribunali di Tolmezzo e Palmanova, con tutta la Bassa friulana “spostata” a Gorizia, così come Pordenone assorbirà il lavoro di Portogruaro.
Le società partecipate
E ancora la Regione è chiamata a dimezzare la spesa per il parco auto: nel 2011 si sono toccati i 2,7 milioni, circa 700mila euro in meno del 2008. E sempre la Regione dovrà fare attenzione al percorso parlamentare del capitolo “società pubbliche”. Se infatti nell’ultima stesura del consiglio dei ministri è saltato l’obbligo di ridurre a tre i membri dei cda (un altro stop al moltiplicare delle poltrone), rimane la previsione del divieto per il pubblico di detenere partecipazioni in controllate che nel 2011 hanno ottenuto un fatturato da prestazione di servizi a favore delle pa superiore al 90%. E così, al momento, andrebbero sciolte entro il 31 dicembre 2013 Insiel, Fvg Strade, Ares e Gestione Immobili Fvg.
L’Autorità portuale
Altro “zac”, infine, a una specifica busta paga, quella del presidente dell’Autorità portuale di Trieste Marina Monassi. Il decreto impone il calo del 5% per gli stipendi dei vertici dei porti italiani. La paga di Monassi scenderebbe dunque di poco meno di 10 mila euro: da 199.716 a 189.730.
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