I leghisti si spaccano su Udine capoluogo

TRIESTE. Lega in pressing per trasferire la sede del capoluogo regionale da Trieste alla più “baricentrica” Udine. La proposta è di quelle che, dalle parti di piazza Unità, potrebbe far rizzare i capelli, e arriva dal segretario leghista Matteo Piasente e dal capogruppo Danilo Narduzzi. Una proposta che ha creato un terremoto dentro e fuori dal Palazzo, soprattutto nella compagine triestina del Carroccio, che, per dirla con le parole del deputato Massimiliano Fedriga «non sta né in cielo né in terra».
La soluzione auspicata dai padani è spuntata ieri, durante una riunione sul taglio delle Province tra i vertici della Lega in Consiglio, impegnato a discutere la legge comunitaria in materia di commercio, il cui voto è slittato a oggi. La Lega si è detta disponibile a votare per l’abolizione di tutte le Province, «a patto che si concretizzino risparmi veri, che si cancellino le Prefetture e si prenda in considerazione di trasferire il capoluogo regionale in una sede più baricentrica, in Friuli, ragionevolmente a Udine. Meglio abolire tutte le Province, piuttosto che cercare accorpamenti avventurosi ha detto Piasente -. In questo caso, naturalmente, il capoluogo non potrebbe che essere al centro del territorio regionale».
Apriti cielo. Il primo a replicare è stato il segretario triestino della Lega Pierpaolo Roberti: «Pur condividendo la necessità di attuare una spending review regionale - ha spiegato Roberti - sono certo che non si possa mettere in dubbio la permanenza a Trieste del capoluogo regionale». Secca anche la replica di Massimiliano Fredriga e Federica Seganti. Il deputato ha sottolineato che «è giusto abolire le Province, ma il capoluogo regionale non si tocca: è e deve restare Trieste. Qualsiasi posizione diversa non è la posizione ufficiale delle Lega». Per nulla soft l’assessore Seganti, che ha definito "fantasiosa" la proposta: «Ritengo che questi non siano temi che intercettano le reali necessità della gente. Sono contraria: mi sembrano posizioni da “preistoria politica, che mi fanno cadere le braccia”. Più diplomatico il consigliere Federico Razzini: «Mi entusiasma poco, ma è pur sempre una proposta su cui ragionare, anche se il discorso che mi interessa di più è quello sul taglio degli organi periferici dello Stato». Ironico il pidiellino Piero Tononi («Mi auguro si tratti di una provocazione altrimenti potrebbe trattarsi di un colpo di sole») e il deputato democratico Ettore Rosato («È un’allucinazione leghista che mira semplicemente a distruggere la Regione"). Lo stesso Rosato ha poi criticato il rimpasto di giunta e il «congedo dorato assicurato ad Andrea Garlatti». Replica cui ha fatto seguito una controreplica, del pidiellino Piero Camber: «Sentir parlare di congedo dorato da uno come Rosato è un esempio di comicità involontaria». (el.col.)
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