Quel battesimo previsto tra pochi giorni

Il figlio più piccolo ha solo 4 mesi. La vittima tornava da una messa in memoria della madre

Cristina Pitzorno, la compagna di Paolo Passador, è un medico. Originaria di Gorizia, lavora nel reparto di Cardiochirurgia all’ospedale di Cattinara. In questo periodo è assente dal lavoro. Per maternità: il bimbo più piccolo, dei due che ha avuto da Paolo, ha appena quattro mesi.

«Devo andare avanti - dice - Devo pensare ai bambini. Paolo era un padre meraviglioso. E ora dovrò continuare da sola quello che abbiamo iniziato in due...». L’emozione si percepisce nelle sue parole assieme alla disperazione che resta racchiusa nell’intimo: nessun pianto liberatorio davanti a estranei, tanta compostezza. Solo qualche attimo di silenzio prima di continuare: «Ora sono sola. Paolo mi dava una grande forza. Ci siamo messi assieme nel 2008 e sono stati anni meravigliosi». Racconta ancora la signora: «La prossima settimana avevamo in programma il battesimo del bimbo più piccolo, Vittorio: ha appena quattro mesi. Paolo stava per ore con i piccoli, Vittorio e Matilde, giocava con loro...». Ancora silenzio. E poi ancora parole: «Devo capire cosa può essere accaduto. Non mi rendo ancora conto dell’incidente. So solo che in un attimo tutto è finito. E da ieri sera sono sola con due bambini...». Aggiunge ancora: «Paolo era andato a Romans per partecipare alla messa in ricordo di sua mamma che è morta un mese fa...».

Paolo Passador era uno dei fondatori della band friulana dei Fandango. La musica era la sua grande passione, la passione cui ha dedicato se stesso. Lavorava come disegnatore tecnico in uno studio a San Giorgio di Nogaro. Fino a qualche tempo fa abitava a Romans d’Isonzo con i genitori. Poi si è trasferito a Padriciano, dove ha messo su casa con Cristina. Aveva perduto da poco la mamma, che aveva accudito a lungo così come aveva fatto con il papà, fino alla morte di quest’ultimo.

Giovanna Battista è la moglie di “Dente”, il cantante della band: «Paolo era una persona meravigliosa. Faceva star bene tutti. Nessuno vuole ancora credere a quanto è accaduto. Ci mancherà...». «Era un musicista eccezionale», aggiunge il marito, grande amico di Paolo, «ma lo ricordo per la sua grande sensibilità, per il rispetto verso gli altri che ha sempre dimostrato di avere. Ricordo che con tutte le difficoltà che doveva sopportare quando i genitori erano malati, riusciva sempre ad essere sereno. E a dare il massimo quando suonava».

“Dente” ha affidato a Facebook il ricordo di Paolo da parte della band. «Una parte del nostro cuore e una parte dei Fandango ci ha lasciati con te. Ma noi andremo avanti con spalle larghe e coraggio. E come hai sempre voluto tu, anche nei momenti più difficili della tua vita continueremo quei concerti che ti davano la forza e il sostegno per andare avanti. Il più grande rispetto per te, per noi, è questo. Ogni concerto da adesso in poi sarà per te e solo per te. Ciao Paolo. I Fandango e Giò». (c.b.)

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