«Incidente grave ma non prevedibile»

Daniela Beltrame, direttore dell’Ufficio scolastico regionale non è stata immediatamente informata dell’incidente accaduto al Nautico. Appena ieri, in tarda mattinata, ne è venuta a conoscenza dagli organi di informazione. «Il dirigente non mi aveva riferito nulla - avverte - comunque posso confermare che la Provincia ha messo a punto un piano complessivo intelligente di utilizzo dei fondi, nulla toglie sia un incidente grave e pericoloso».
Trieste, secondo la Beltrame, parte da una situazione molto difficile, «Questo incidente probabilmente non era prevedibile, - afferma - gli edifici della nostra provincia presentano vizi occulti determinati dalla vetustà».
La dirigente valuta che il forte vento di Bora che soffia a Trieste può causare problemi che non si verificano in altre zone d’Italia. «Confido nel lavoro della Provincia - dice - ma vista la situazione bisognerà chiedere più controlli».
I sindacati denunciano invece la mancanza di un progetto serio che garantisca proprio la sicurezza degli edifici scolastici. «Siamo a livelli primitivi, - dichiara Donato Lamorte, segretario della Cisl Scuola - gli studenti fanno bene a protestare perché viene messa a rischio la loro incolumità. Spetta alla politica risolvere questi problemi».
Sulla situazione interviene anche Franco De Marchi, per anni preside del Carducci e oggi presidente provinciale dello Snals. «Le risorse statati non riescono a far fronte ad un’ordinaria manutenzione, - valuta - gli edifici scolastici di Trieste, necessiterebbero di un monitoraggio costante, almeno annuale».
Due anni fa il monitoraggio che ha verificato le carenze dei singoli istituti di secondo grado. «Hanno fatto il controllo, - spiega De Marchi - hanno rilevato le criticità ma poi tutto è passato in cavalleria».
Uno dei problemi evidenziati riguarda la ripartizione dei fondi regionali. «Non tengono conto dello stato in cui versano gli edifici, non valutano la vetustà delle strutture, - denunciano - dividono gli stanziamenti tra provincie solo in base al numero delle scuole presenti sul territorio».
«La legge regionale penalizza Trieste - sottolinea il rappresentante dello Snals - ci viene destinato almeno il 50 per cento in meno di quello ci spetterebbe». (l.t.)
Riproduzione riservata © Il Piccolo








