Carico di uranio, rinviato il trasporto via Trieste

L’uranio doveva arrivare in porto il 5 novembre ma la Regione si era "sfilata", senza fornire alcuna collaborazione. La Regione non poteva bloccare il carico ma non ha collaborato con le altre istituzioni.
L’ora prevista per l'arrivo delle scorie era attorno alle 5 del mattino. Ma era anche stato approntato il cosiddetto piano “b”. Quello che prevedeva il trasporto - con modalità differenti - via terra direttamente al porto di Capodistria. Da dove poi la nave dell’uranio sarebbe dovuta salpare con destinazione la costa del Pacifico degli Stati Uniti.
Il piano principale prevede comunque che la destinazione delle barre sia il porto nuovo. E in particolare la stiva di una nave ormeggiata per poche ore al molo settimo che, quello stesso giorno, attraccherà a Capodistria (dove è programmato l'imbarco di un analogo carico giunto dall'Austria via Slovenia) e dopo poche ore salperà verso gli Stati Uniti portando nella propria pancia una ventina di barre radioattive.
I particolari dell'operazione sono stati nei giorni scorsi al centro di numerose riunioni tecniche in prefettura per mettere a punto i servizi di forze dell'ordine, tecnici della Regione, Arpa, vigili del fuoco e protezione civile per garantire tutte le misure di sicurezza.
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