Adriatica speleologia vince lo “Jamnarkult” con un film sui protei
SAN CANZIANO. Con un video dedicato al Proteo, piccolo anfibio simbolo delle acque del sottosuolo carsico, la Società Adriatica di Speleologia di Trieste ha conseguito il primo riconoscimento allo “Jamnarkult”, festival internazionale promosso dal Parco delle Grotte di San Canziano nella località slovena di Matavun. La rassegna, nata da Borut Lozei - uno dei responsabili di un parco riconosciuto patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco – è un vero e proprio festival dei film e dei documentari dedicati al mondo ipogeo e all’ambiente, concorso al quale partecipano associazioni speleologiche, professionisti e reti televisive con i propri video e documentari. «Per noi è stato un onore ricevere l’invito al concorso» spiega il responsabile Marco Restaino. «Viste la professionalità e le esperienze nel campo degli altri partecipanti, avevamo deciso di intervenire con un breve video purché proiettato fuori concorso. Davvero grande è stata la nostra sorpresa quando, oltre a trovarci dentro la kermesse, abbiamo ricevuto il primo premio finale». Il video, intitolato “Proteus evolution”, in lingua inglese, dura quindici minuti e è nato da un’idea di Edgardo Mauri a cui hanno collaborato Alberto Maizan e Luciano Longo. È dedicato al piccolo Proteo che è da sempre protagonista degli ipogei carsici. Parente stretto del nord americano “Necturus”, discende con questo dal “proto-proteo” che viveva milioni di anni fa in un territorio che solo di recente si è suddiviso creando la geografia dei continenti oggi conosciuta. Il Proteo del Carso, probabilmente a causa dei cambiamenti climatici, si è rifugiato negli abissi mentre il suo “cugino” americano si è adattato alle acque fredde dei laghi. (Ma. Lo.)
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