Cicloturismo, una “miniera” da sfruttare

Lanci: «Un nuovo fenomeno che ha portato 20mila persone». Bisogna investire sui percorsi
Lasorte Trieste 12/08/2006 - Obelisco Pista Ciclabile
Lasorte Trieste 12/08/2006 - Obelisco Pista Ciclabile

Un paio di biciclette hi-tech da 8mila euro l'una. Un furgone zeppo di valigie al seguito. E quel pizzico di brivido nell'avventurarsi sulle due ruote macinando chilometri attraverso nazioni oramai senza più confini. Eccoli gli ingredienti essenziali del cicloturismo, la nuova frontiera del turismo itinerante che lo scorso anno ha fatto registrare in città e provincia una presenza di oltre 20mila visitatori: un vero e proprio boom. Forte di questa cifra il consorzio PromoTrieste ha lanciato un workshop che in questi giorni vedrà nel capoluogo regionale la presenza di agenzie viaggi e tour operator provenienti da Austria, Belgio, Germania e Olanda. L'obbiettivo? Illustrare ulteriormente le grandi potenzialità del territorio e le possibilità di sviluppo per implementare questo nuovo turismo d'élite. «Siamo di fronte ad un settore che a livello mondiale ha registrato un +17%, una riscoperta della bici in chiave moderna in cui alla passione dei romantici low cost si è sommata questa nicchia di turisti che riescono a percorrere oltre 100 km al giorno con tutte le comodità del caso», spiega il presidente di PromoTrieste Guerrino Lanci. Perché le sgargianti bici che ogni tanto si scorgono sul lungomare di Muggia, nel verde del Carso o nel cuore della città sono prodotti tecnologici di ultimissima generazione, spesso molto costosi, ai quali si aggiunge poi un'ulteriore ingente spesa per gli autisti che trasportano i bagagli dei ciclisti a bordo di furgoni attrezzati. Un turismo ecologico, sì, ma spartano solo all'apparenza... Ora Trieste vuole creare un vero e proprio percorso “a margherita” in cui la città funga da baricentro, permettendo poi ai turisti di espandersi verso tutte le aree che formano la provincia. «A breve la pista ciclopedonale Cottur verrà migliorata e stiamo valutando come riqualificare la stazione ferroviaria di Draga che potrebbe fungere da punto assistenza per i ciclisti», spiega l'assessore allo Sviluppo economico della Provincia Igor Dolenc. Uno dei punti chiave per poter ambire a sviluppare in maniera capillare questa nicchia turistica è il coinvolgimento di diversi attori. In primis quelli economici. «Il turista non è il pollo da spennare, gli operatori economici devono operare in modo tale da invogliarlo a tornare», spiega l'assessore al Turismo di Muggia Stefano Decolle. «Dobbiamo cercare di sensibilizzare gli agriturismi e le osmize a essere pronti a dare il loro contributo», aggiunge l'assessore alla cultura di Sgonico Monica Hrovatin.

Riccardo Tosques

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