«Ora faremo pesare i ventimila voti raccolti per Miramare»

La presidente del Fai regionale Tiziana Sandrinelli è felice: «Dato uno scossone, la città si è mobilitata»
BRUNI TRIESTE 29 03 09 CANI DA VIP--TIZIANA SANDRINELLI
BRUNI TRIESTE 29 03 09 CANI DA VIP--TIZIANA SANDRINELLI

Il 10% dei triestini ha messo la propria firma sotto l’appello del Fai (Fondo per l’ambiente italiano) per mettere il castello ma soprattutto il parco di Miramare in lizza per ricevere una quota di denaro, quella che una grande banca destina ai “Luoghi del cuore” italiani più votati nell’ambito delle biennali campagne per la salvaguardia del patrimonio. Ieri si è chiusa la supermaratona per la raccolta delle firme. Ecco il commento di Tiziana Sandrinelli, che con il rettore Francesco Peroni e il Piccolo, è stata madrina dell’iniziativa, nelle vesti di presidente regionale del Fai.

Dove siamo in graduatoria, che cosa succederà adesso?

Sorpresa, siamo secondi in Italia per sottoscrizioni on-line, la prima è la reggia di Carditello in Campania, ma prego che non ci si illuda sul fatto che possiamo diventare i primi, abbiamo lavorato solo due mesi, per quanto intensamente, e adesso tutti i voti cartacei vengono messi in computer dal Fai nazionale, che via via scarta anche le eventuali firme doppie, e poi si fa la classifica finale. Un lavoro lungo, di qualche mese. Ma io ho veramente fiducia che Miramare possa ricevere un contributo.

Che impressione ha dato questa campagna, a voi che siete stati sul campo?

La cosa più importante è questa: la città si è mobilitata. Ha dimostrato sensibilità al territorio e a ciò che lo rappresenta. Di fronte a un calo di manutenzione (teniamo presente che la situazione di Miramare non è drammatica, come avviene in altri siti) i cittadini hanno detto chiaro il proprio diritto a voler “tener bene” un proprio bene. E dopo 20 mila firme non è che tutto resti come prima. Pesano, 20 mila firme. Il rapporto di questo bene col suo territorio si modifica.

Ora Comune e Provincia si mobilitano a propria volta, per chiedere al ministero che gli incassi restino per larga parte a Trieste.

Credo che anche grazie a noi (e ai mass-media che hanno ben rappresentato e seguito la situazione) si sono resi conto che forse non s’erano nemmeno tanto accorti della situazione. Abbiamo dato uno scossone, abbiamo contribuito a muovere le cose, dato il segnale. Abbiamo detto che non siamo disposti a farci mettere i piedi in testa sempre. E questo dovremmo dirlo anche in altre situazioni...

Quanti volontari hanno lavorato?

Pochi, una decina. Ci siamo anche stancati veramente. Eravamo stanchi morti dal tanto andare in giro. Avremmo voluto fare di più, ma in due mesi non era possibile. Abbiamo raccolto firme alla Barcolana, durante gli spettacoli teatrali, coi banchetti per strada, nei negozi. La cosa straordinaria è che tante persone ci hanno telefonato per potersi unire a noi, aiutandoci a raccogliere i consensi.

Non ci si aspettava tanto entusiasmo?

Spesso quando chiedi firme per strada la gente tira dritto. A noi rispondevano: «Per Miramare sì, firmo”. Pochissimi i rifiuti. Si è creata veramente una sinergia generale, una collaborazione “di cuore”.

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