Libri, vendite in picchiata Piegati dalla concorrenza di smartphone e tablet

Nell’ultimo anno il calo nelle vendite dei libri in Italia ha toccato il 15 per cento. Un dato, che sembrerebbe peraltro addirittura ottimistico, poiché i librai triestini, con corale lamentatio, sono più propensi a confermare un drammatico 20-25 per cento. Le cose sono andate un pochino meglio a dicembre, anche perché i libri sono comunque una delle strenne natalizie più gettonate da mettere sotto albero, ma gli altri undici mesi hanno visto il grafico delle vendite viaggiare in desolante ribasso.
Cause Qual è la causa di questo annus horribilis per cui i volumi fanno tanta fatica a percorrere il tragitto dagli scaffali al registratore di cassa? Anche se la risposta più ovvia infilerebbe nei panni dell’indiziato principale la recessione economica, la crisi è solamente in parte responsabile dell’inesorabile flessione delle vendite. Come concordano, infatti, i titolari e gli addetti alle vendite nelle librerie cittadine, è sicuramente vero che le edizioni cartonate oltre i 20 euro, per non parlare dei volumi di pregio d’arte e di fotografia, si vendono a fatica, ma è altrettanto vero che per fronteggiare il fenomeno le case editrici – per chi non rinuncia al piacere di leggere - sfornano un mare di titoli in edizioni economiche. Un allontanamento generato dalla crisi e si direbbe anche dalle nuove tecnologie, che sottraggono spazio alla lettura proponendo alternative di socialità virtuale al tempo libero. Ma in parte anche da un progressivo e generalizzato disinteresse. Che spiegherebbe, insomma, come a leggere un solo libro l’anno – lo dice il Censis – sia il 49,7% degli italiani.
Le tendenze Quasi una maggioranza assoluta di non lettori ben rappresentata anche dai triestini che «acquistano i libri perlopiù di richiamo mediatico, scegliendo tra quelli firmati dai protagonisti di format televisivi, come opinionisti, comici oppure cuochi super star nostrani e internazionali», racconta Marco Svevo della Libreria del Centro “Borsatti”, che ha recentemente inaugurato un’iniziativa molto attrattiva per il pubblico di ritiro e vendita di libri usati al 50% del prezzo di copertina. Il rapporto dell’Aie che fotografa l’Italia dei libri, conferma laconico che solo il 7 per cento degli italiani rientra nella fascia dei lettori “forti”, ossia quelli che acquistano tra i 10 e 12 libri all’anno. «Che continuano per fortuna a rappresentare lo zoccolo duro della nostra clientela – conferma Tommaso Contessa, uno dei soci della Libreria Minerva di via San Nicolò – una solida fascia di habitué che non ha cambiato di molto le abitudini d’acquisto. Forse portano a casa meno volumi alla volta, ma non rinunciano alla lettura». «Ciò che vale per tutti gli acquirenti, invece – aggiunge - è l’attenzione alle promozioni, una politica di vendita da cui non si può più prescindere».
La concorrenza Si taglierà anche su tutto, ma bisogna cercarlo con il lanternino chi non ambisce (e non fa i salti mortali) ad essere il felice possessore della versione più avanzata di smartphone o tablet. Ed è così che s’intravede il vero volto del concorrente della carta stampata in generale: il telefono “intelligente” e la sua socia “tavoletta”, la porta spalancata sul mondo virtuale e soprattutto l’appendice con cui essere presenti giorno e notte sui social network. Di profilo Facebook in profilo Tweeter, di chat in chat, di blog in blog, di piattaforma in piattaforma, il tempo libero e non, lo si passa da internauti, e il povero libro langue per mesi e mesi accanto al comodino. L’e-book invece nonostante abbia un catalogo di titoli sempre più poderoso, da noi non decolla ancora molto, mentre gli audiolibri, concordano le librerie locali, stanno piano conquistando una fetta di mercato, soprattutto tra chi fa regolarmente il pendolare per lavoro.
Libro digitale «L’impatto sul mercato del libro delle nuove tecnologie digitali è forte – commenta Franco Zorzon della libreria La Fenice, fornendo inoltre una chiave sociale di interpretazione del fenomeno – personalmente la leggo anche come una sorta di reazione inconscia alla depressione generata dal momento di crisi». «Sempre in attesa dell’ultima versione di i-Phone o di i-Pad da acquistare in modo compulsivo per autogratificazione e per cullarsi nell’illusione di essere al passo con il mondo dei social network e accantonare momentaneamente i problemi quotidiani. A scapito però del piacere di perdersi nella trama di un bel libro». Passati dunque per i librai i bei tempi in cui i clienti uscivano con cinque, sei, sette libri nel sacchetto, poiché questa tipologia di lettori è diventata come il panda da proteggere dall’estinzione.
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