Fiera delle professioni per 1200 ragazzi

Sono 1200 gli studenti che partecipano alla quarta edizione della Fiera delle professioni, meeting di orientamento organizzato dall'Ufficio scolastico regionale del Fvg e da Aries, Azienda speciale della Camera di commercio di Trieste. L'evento, partito ieri al liceo Galilei, dal 2010 ha coinvolto più di 5mila ragazzi, affermandosi come appuntamento importante per gli studenti del quinto anno delle superiori alla ricerca di informazioni sul proprio futuro in un momento di generale difficoltà per l’inserimento lavorativo.
«A fronte di un contesto gravido di incertezze per il futuro – spiega il rettore Francesco Peroni – l’Università sposa questa iniziativa anche quest’anno con convinzione. Il momento difficile richiede maggiore capacità di reazione e inventiva: trasmettere ai ragazzi fiducia nella possibilità di determinare il proprio futuro è indispensabile». Anche Adele Pino, assessore provinciale all'Istruzione, è convinta della bontà dell’iniziativa, che, sottolinea Cesira Militello in rappresentanza dell'Ufficio scolastico regionale, «è parte del nostro Piano regionale per l’orientamento, occasione importante per creare un punto d’incontro scuola-lavoro e aiutare i ragazzi a scegliere consapevolmente il proprio futuro. Alla sfiducia dei giovani per l’attuale situazione economica rispondiamo presentando esperienze personali di successo di laureati e diplomati. Agli appuntamenti dei prossimi giorni in Camera di commercio, incontri diretti tra studenti e imprese, hanno risposto positivamente 60 professionisti attivi sul territorio: significa che l’interesse delle aziende per le nuove leve è forte».
Antonio Paoletti, presidente camerale, ribadisce l’attenzione nei confronti dell’imprenditoria giovanile: «Vogliamo conoscere le aspettative dei giovani a fine diploma e capire quale Trieste vorrebbero. Quest’anno lo facciamo con un sondaggio tra i ragazzi, ideato da Aries col supporto della Swg. I dati ottenuti verranno poi incrociati con i risultati del progetto Excelsior di Unioncamere, che fornisce dati statistici sui fabbisogni delle imprese: potremo comprendere la corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro». Tra gli oltre 20 relatori di ieri c’erano anche i rappresentanti degli Istituti tecnici superiori di Udine e Pordenone: nuove realtà che si pongono come alternativa al classico percorso di studi universitario, con indirizzi di studio biennali come meccanica e aeronautica per Udine e tecnologie dell’informazione e comunicazione per Pordenone, molto laboratorio, stage e docenti provenienti dal mondo del lavoro. Istituti da esportare anche a Trieste, secondo Paoletti, che si sta muovendo per riunire le varie forze del territorio e proporre due indirizzi ad hoc: uno biomedicale e uno dedicato alla logistica e alla portualità, punti di forza della città giuliana.
Giulia Basso
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