La neo-premier slovena accusata di plagio

Bratušek avrebbe spacciato come sue citazioni altrui nella tesi. L’Università esaminerà la questione
Di Mauro Manzin

TRIESTE. Non si è ancora insediata come premier ed è già sotto inchiesta. Non inizia nei migliore dei modi l’avventura di governo per Alenka Bratušek (Slovenia positiva). Nessun sospetto di corruzione o di abuso d’ufficio.

Il “peccato” di cui viene accusata è uno tra i più diffusi tra i politici europei di questi tempi: aver copiato la tesi del dottorato di ricerca. Un “peccato” che ha già fatto vittime illustri, l’ultima in ordine di tempo il ministro della Salute della Germania. Senza dimenticare la “bugia” di Oscar Giannino in Italia.

A scagliare la freccia contro l’astro nascente della politica slovena sono stati in Parlamento i deputati del Partito democratico (Sds) con in prima fila l’oramai ex primo ministro Janez Janša. E lo hanno fatto poche ore prima che i deputati votassero a favore della sfiducia costruttiva e con l’indicazione della Bratušek quale premier incaricato di dare vita al nuovo esecutivo. Diventata pubblica e davanti a siffatto uditorio la “notitia criminis” il Senato accademico della Facoltà di scienze sociali dell’Università di Lubiana ha deciso di “aprire un fascicolo” sulla vicenda relativa alla dottoressa Bratušek Alenka.

Il decano della facoltà Bojko Bu›ar ha confermato al quotidiano Delo che a breve nominerà la commissione che dovrà accertare se la tesi della premier incaricata è stata svolta correttamente oppure è stata copiata.

Più precisamente gli addebiti che le vengono mossi riguardano alcune sue affermazioni che appaiono come “farina del proprio sacco” quando in verità sarebbero, secondo l’accusa, citazioni di altri autori non correttamente segnalate. Il decano spiega ancora al Delo che se si dovessero ravvisare gli estremi di una non corretta opera di citazione nell’elaborato della Bratušek i lavori della commissione universitaria andrebbero avanti a lungo proprio per portare a termine un’opera di indagine completa e scientificamente sostenibile. Se, invece, già a un primo esame si dovesse appurare che la tesi è stata compilata correttamente allora i lavori saranno interrotti in un tempo alquanto breve.

E l’illustre accusata che cosa dice? La Bratušek già in sede di replica durante il dibattito parlamentare sulla sfiducia costruttiva ha dichiarato la sua totale innocenza. «Se è plagio - ha risposto ai suoi accusatori - scrivere su qualcosa a cui hai attivamente collaborato nella ricerca e nella formulazione della soluzione e nella preparazione di materiale di governo, allora proprio non so dove siamo finiti». «Per questo - ha ribadito la neo-premier - sono assolutamente d’accordo che la Facoltà faccia la sua indagine perché si ponga fine al più presto a questa spiacevole vicenda nei confronti della quale ho assolutamente la coscienza pulita».

ManzinMauro

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo