Roitz: «Nessun pericolo dalla centrale a biomasse di Gorizia»

L’imprenditore rompe il silenzio e se la prende contro «coloro che fanno terrorismo ecologico. Allarme ingiustificato perché non ci sarà inquinamento. L’abbiamo spiegato anche alla commissione consiliare»
Di Francesco Fain

«Basta fare terrorismo ecologico. La nuova centrale non causerà inquinamento ambientale e non ci sarà il benché minimo pericolo per la popolazione».

Enrico Roitz della Rail services srl, la ditta che realizzerà la centrale a biomasse di via Trieste, vuole rassicurare i cittadini, a 24 ore dal Consiglio comunale. «Abbiamo appreso delle perplessità in ordine alle ricadute ambientali nonostante la Conferenza dei Servizi avesse ottenuto già da settimane l’approvazione dell’ufficio Ambiente del Comune. Senza polemica - sottolinea l’imprenditore - è solo il caso di evidenziare che il parere di conformità richiesto al Consiglio comunale verte solo sulla compatibilità urbanistica in quanto la compatibilità ambientale è competenza di vari uffici tecnici ed enti partecipanti alla Conferenza dei Servizi quali: ufficio Ambiente del Comune di Gorizia, ufficio Ambiente della Provincia, Arpa, Ass, ufficio Medicina del lavoro».

«La nostra società si è messa a disposizione dei consiglieri di propria iniziativa chiedendo di partecipare alla commissione comunale che si è tenuta il 6 marzo per poter avere occasione di spiegare nella sede più opportuna direttamente e per il tramite dei propri tecnici e ingegneri la valenza tecnologica dell’investimento: cosa che è puntualmente avvenuta in un incontro protrattosi per tre ore. Sempre in spirito di assoluta trasparenza e rispetto dell’organo eletto, in chiusura della seduta della commissione - annota Roitz - abbiamo invitato i membri della stessa a visitare la nostra azienda. La gradita visita è avvenuta venerdì 15 marzo dalle 15.30. Il consigliere Cingolani e l’ingegner Ussai si sono intrattenuti nella nostra azienda fino quasi alle 19 e abbiamo chiarito tutti i dubbi».

Secondo Roitz, «i cittadini devono guardare con assoluta fiducia a chi ha competenza e responsabilità in merito, in particolare ai tecnici preparati dei numerosi enti pubblici che hanno competentemente esaminato le documentazioni tecniche da mesi da noi prodotte. Queste professionalità pubbliche, giustamente pubbliche, esistono e sono pagate proprio per tutelare senza dietrologie e demagogie gli interessi pubblici di salute ed ambiente».

Disponibilità piena da parte dell’azienda anche a collaborare ad un progetto di utilizzo di teleriscaldamento di pubblica utilità. C’è anche una lettera d’intenti datata 18 marzo. «Ciò nondimeno a sgombrare qualsiasi sterile strumentalizzazione abbiamo formalizzato e dettagliato in forma scritta nella stessa data con missiva indirizzata a tutti i consiglieri comunali i corretti livelli occupazionali inerenti il nostro piano industriale che erano stati già ben descritti verbalmente sia in sede di commissione del 6 marzo che durante l’incontro nella nostra sede del 15 marzo. Ma con nostra grande sorpresa nonostante la franca disponibilità ed assoluta trasparenza con cui abbiamo voluto interfacciarsi con i membri tutti dell’assemblea comunale, abbiamo registrato l’articolo di domenica 17 del Piccolo con il quale che il capogruppo del Pd in una conferenza stampa - attacca Roitz - confermava la piena opposizione al nostro progetto industriale in quanto “andava a mettere inaccettabilmente a rischio la salute dei cittadini di Gorizia,” mentre e noi venivamo accusati di scarsa chiarezza di mancanza di informazioni sul nostro progetto di l’assenza di misure compensative quali ad esempio un progetto di teleriscaldamento, ipotizzando chissà quali piani segreti sottenderebbero a tutti questi progetti. L’evidente contraddizione con quanto effettivamente avvenuto ci ha profondamente colpito per come ci siamo aperti e resi disponibili nei confronti del Consiglio comunale tutto».

Conclude l’imprenditore: «La mancata condivisione di un progetto di tale qualità dal punto di vista tecnologico, dal punto di vista finanziario, della ricaduta occupazionale e della possibilità di ulteriori sviluppi che esso possiede sarebbe per noi un piccolo ma sentito fallimento in quanto, in un momento così difficile per il territorio, avremo veramente voluto avere il pieno sostegno di tutta l’assemblea che rappresenta la nostra città».

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