Comune di Trieste, chiuso con fatica un bilancio pieno di tagli

Ora seguirà il consueto iter per approdare in Consiglio prima della metà di giugno. Budget “massacrati”, introiti straordinari (Hera) e la “salata” Tares
Di Gabriella Ziani
Foto Bruni 05.01.13 Mikez e Jakez:a S.Giusto e sul municipio di piazza Unità
Foto Bruni 05.01.13 Mikez e Jakez:a S.Giusto e sul municipio di piazza Unità

Sul fil di lana delle scadenze anche quest’anno il faticoso bilancio di previsione del Comune (in fortissimo ritardo per le altalene finanziarie nazionali e regionali) è stato scritto, il pareggio è stato raggiunto, alla fine della prossima settimana il documento passerà in Giunta e di seguito al voto del Consiglio comunale per essere licenziato obbligatoriamente entro metà giugno. Come si è trovata la “quadra”, se a gennaio c’erano minori introiti di 25 milioni?

Riassume l’assessore al Bilancio, Matteo Montesano: «Ogni assessorato ha fatto tagli alle spese, ma poi i trasferimenti dalla Regione sono risultati superiori rispetto alle attese, avremo un maggior gettito dall’Imu (di 4,8 milioni) per l’aumento dell’aliquota sulle seconde case, ci sono stati più alti dividendi dalle aziende partecipate (Hera, Amt), e inoltre sono andate a bilancio entrate straordinarie per 3,6 milioni dalla tassa rifiuti dopo la revisione su alcune tipologie di vani e immobili». La Tares qualcuno la “sentirà” in tasca.

Sono stati tagliati i “budget” di alcuni contratti di servizio, abbassati costi di gestione generali, e l’Area educazione (come si sarà capito in queste settimane) ha subìto un aggravio di tariffe per i servizi scolastici “aggiuntivi” che porta a un maggiore incasso per il Comune di 500 mila euro. «Ed è questa somma, con i 4,8 milioni di Imu - specifica Montesano - l’unico aumento che è ricaduto direttamente sui cittadini». In totale sborsiamo 5,3 milioni di euro.

Nel 2012 la spesa corrente del bilancio comunale si era attestata su 295 milioni di euro di entrate, a fronte di 301 milioni di spese. Il divario era stato colmato facendo ricorso a 6 milioni di “avanzo” dell’anno precedente. «Quest’anno chiudiamo senza usare l’avanzo - avverte l’assessore -, cosa che solo eccezionalmente adesso si potrebbe fare ma ne discenderebbero altri problemi». La spesa, però, nonostante questi dimagrimenti, nel 2013 sale. Per aumenti Istat, aumenti contrattuali, e anche perché «certe voci di spesa devono essere scritte nella spesa corrente anziché in quella per investimenti, per esempio le manutenzioni». Così, secondo Montesano, per capire il bilancio bisogna guardarlo due volte: «Se leggiamo le semplici cifre, il totale cresce rispetto al 2012, a circa 307 milioni. Se invece omologhiamo il testo a quello del 2012, la spesa reale scende di 2-3 milioni ed è sotto i 300». Quel che sarà rimasto in cassa dal 2012 (consuntivo pronto a breve) verrà messo a patrimonio «per la riduzione dell’indebitamento - conclude Montesano -, che è comunque a livelli di Comune virtuoso».

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