Zilli: «Criticare l’ex rettore sullo statuto non ha senso»
«Una cosa curiosa. Un bomba ad orologeria gettata a ridosso del voto». Il ricercatore Sergio Zilli, che ha moderato il primo incontro tra i quattro candidati alla carica di magnifico rettore dell’Università di Trieste, è sorpreso dall’intervento a gamba tesa di Rinaldo Rui. «Lo sanno tutti che appoggia la candidatura di Maurizio Fermeglia. La sua uscita rischia di complicare il quadro creando una spaccatura verticale dell’ateneo tra quelli delle scienze pure, che volevano un accordo esclusivo con la Sissa e l’Area di ricerca, e tutto il resto dell’ateneo che ha subito l’accordo di programma con l’Università di Udine. Potrebbe essere un avvertimento al suo candidato perché prenda una posizione più netta a difesa delle scienze pure». Ma non basta. «L’attacco al rettore uscente Francesco Peroni può avere sicuramente le sue ragioni - continua Zilli -. Non convince che venga fatto su una cosa un po’ curiosa che è lo statuto. È stato l’unico tentativo, condiviso da tutto l’ateneo, per ridurre i danni della legge Gelmini. È riconosciuto come un passo avanti da tutti, persino da fuori Trieste. Di argomenti per attaccare Peroni ce ne sono quanti ne vuoi. Lo statuto mi sembra la cosa più debole». Il mistero dell’attacco a freddo di Rui rimane. «È difficile da interpretare. Un attacco del genere fatto poi da una persona che è stato preside, membro del Senato accademico che ha partecipato in prima persona a tutte le discussioni, statuto compreso» dice Zilli. Il professore di Fisica, in effetti, non si nasconde e nella lettera si definisce “corresponsabile”. «È curioso. Un modo curioso di intervenire nel dibattito. Un intervento a gamba tesa su tutti. Sembra il marito incavolato a causa della moglie che va in strada a urlare contro di lei. Senza però andare via di casa». (fa.do.)
Riproduzione riservata © Il Piccolo








