Trieste, i “rifiuti” di Sel e Bassi mettono a rischio la maggioranza

Il vendoliano: «Non escludo la nostra uscita dalla giunta». Cosolini: «Capisco Sossi ma non Bassi che deve decidersi se stare dentro o fuori»
Di Fabio Dorigo
Silvano Trieste 17/07/2010 Congresso provinciale dell'Italia dei Valori
Silvano Trieste 17/07/2010 Congresso provinciale dell'Italia dei Valori

Piovono “rifiuti” dalla maggioranza sulla giunta comunale. Tre rifiuti da Sel e uno dal gruppo misto dove è approdato Bassi dopo il dissolvimento dell’Italia dei valori. “Rifiuti” è il termine corretto visto che si tratta del voto sul piano economico finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani per il 2013 che prevede un aumento del 10% della Tares, la tassa sulle “scovazze” che prende il posto della Tarsu. Un aumento che in realtà è un anticipo che il Comune verserà ad AcegasAps per far decollare la raccolta differenziata che a Trieste resta lontana dalla soglia europea. Il piano è stato approvato all’una di notte con 21 voti a favore e 15 contrari. Tra i contrari c’è una fetta di maggioranza: Sel in blocco e un pezzo di quello che reste dell’Idv. Tanto basta per farne un caso politico. Nessuno vuole parlare di crisi per ora anche se ormai c’è più di una catenella ai servizi sociali a dividere il centrosinistra da Sinistra ecologia e libertà. Tra il partito di Vendola e la giunta i rapporti sono logorati da tempo anche se l’assessore di Sel, Umberto Laureni, resta fisso al suo posto. «Votano contro solo quando sanno di non fare danni alla maggioranza» fa notare Everest Bertoli, capogruppo del Pdl. Un gioco delle parti.

Il chiarimento è comunque avviato. Oggi si riunisce il direttivo provinciale di Sel e lunedì si terrà l’incontro di maggioranzo del centrosinistra. «Diciamo che c’è una dialettica molto forte con questa giunta, ma non parliamo di crisi o uscita dalla maggioranza. Per ora mi fermo qua. Siamo dialettici» mette le mani avanti il coordinatore provinciale di Sel Fulvio Vallon. «Siamo in difficoltà, ma tentiamo di tenere una posizione dialettica. Noi vogliamo incontrare al più preso il nuovo segretario del Pd. Bisogna mettere in chiaro un po’ di cose a partire dai programmi. Non escludo a priori l’uscita alla maggioranza. A quel punto anche Laureni dovrà trarne le conseguenze» spinge Marino Sossi, capogruppo comunale, uno dei tre che ha votato contro. Tuttavia c’è ancora uno spazio dialettico prima di arrivare a tanto. Da Hegel in poi la dialettica è tutto. L’ex sindacalista della della Cgil non arriva a dire che era più a sinistra l’amministrazione di Dipiazza, ma non manca di far notare che all’epoca non c’era la “catenella” al welfare. «E il partito che deve decidere. Io resto uno della vecchia guardia. Ero nel Pci quando c’era Berlinguer. E, tanto per essere chiari, sulla pagine Facebook ha postato una sua frase: «Io sono comunista. Da giovane ho fatto una scelta di vita: stare dalla parte dei più deboli, degli sfruttati, dei diseredati, degli emarginati. E lo farò fino alla fine della mia vita». Le catenelle sono avvisate. E anche il sindaco che per ora sta a guardare senza agitarsi più di tanto. «Sel dice che la maggioranza non è una caserma. Sono d’accordo. Ma vale per tutti. Capisco il malumore di Sossi. Marino ha maturato una diffidenza storica nei confronti di Acegas. Ma credo possa essere superata» assicura il primo cittadino. Del resto il piano dei rifiuti trova l’appoggio dell’assessore Laureni, espressione di Sel. «Ho preso atto che c’è questa differenza di posizione, ma è così sconvolgente. Sel è favorevole alla differenziata. Io ho fiducia nel piano approvato. Il partito non condivide questa cambiale in bianco data da Acegas. E forse non ha tutti i torti visto il passato di Acegas» dice l’assessore. Non sarà però il “caro scovazze” ad archiviare la maggioranza di centrosinistra. Per ora. L’unico problema, in tono minore, riguardadal’ex dipietrista Paolo Bassi. «Deve decidersi se sta dentro o fuori la maggioranza» tuona il sindaco. «Il suo atteggiamento è incomprensibile. Ieri ha votato una pregiudiziale assieme al Movimento 5 Stelle». La scelta di Bassi non cambierà comunque i rapporti di forza della maggioranza. «Io e Sossi siamo amici. Capisco il suo mal di pancia. Ma troveremo un rimedio» dice il sindaco. Forse basta una salto in farmacia. Ce n’è una proprio sotto il Municipio.

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