Appello a Cormons: salvate la facciata dell’ex pretura

Un appello, una risposta, secca: no. Oggetto del contendere la facciata del palazzo dell’ex pretura di Cormons.
L’appello
Lo lancia l’architetto Diego Kuzmin: “Perché stupirsi se i custodi del Colosseo si riuniscono in assemblea e chiudono la porta in faccia ai turisti, quando a Fiumicello, di fronte alla richiesta di sentire i cittadini prima di demolire l’autostazione, il vicesindaco Claudio Pizzin con piglio burocratico oppone il fatto che “una petizione affinché possa esser valida deve avere necessariamente tre caratteristiche importanti: il numero del documento d’identità, l’indirizzo e la firma delle persone citate?”. In mancanza di meglio, la burocrazia è sempre l’argomento principe ad essere citato, specie quando manca lo strumento della cultura, evidentemente assente in questo caso perché altrimenti l’autostazione, limpido esempio tardo razionalista dell’architetto Arnaldo Zuccato, invece di essere demolita sarebbe ancora in piedi. Adesso tocca alla ex prefettura di Cormòns, anche questa notevole esempio di architettura moderna dell’ingegner Renato Fornasari, della quale si vorrebbe demolita la facciata. Ma in questo caso siamo ancora in tempo per un appello. Receda signor sindaco Luciano Patat, conservi la pregevole testimonianza architettonica del Fornasari, risparmi quei centomila euro per il suo mascheramento posticcio e simil vernacolare, contraddica quell’affermazione che vorrebbe che “con la cultura non si mangia” e ristabilisca invece, finalmente e con un segnale concreto, quel necessario primato della cultura, anche nell’azione politica della pubblica Amministrazione. Può anche non piacere l’ex prefettura, ma ci pensi, signor sindaco, pensi ai posteri, che con criteri estetici diversi dai nostri percepiranno le testimonianze del passato se, beninteso, riusciranno queste a sopravvivere per giungere a una loro valutazione”.
La risposta
«L'ex pretura? Ma se l'Ater ha già appaltato i lavori. E poi si tratta di un edificio senza alcun particolare pregio storico-architettonico, essendo risalente alla fine degli anni Sessanta. Rispetto le opinioni di tutti, ma in questo caso non le condivido affatto». Risponde piccato alla richiesta dell'architetto Diego Kuzmin l'assessore comunale ai Lavori pubblici Paolo Nardin: quando lo interpelliamo sul tema sollevato dal professionista lo stupore è la prima sensazione espressa dall'assessore, anch'egli un tecnico (di professione è impiegato infatti all'ufficio tecnico del Comune di Manzano, e dunque su questi argomenti è doppiamente preparato). «Kuzmin parla di "pregevole testimonianza architettonica del Fornasari" e di "mascheramento posticcio?”. Suvvia: l'edificio non ha alcun valore storico-architettonico, è risalente agli anni Sessanta, non stiamo parlando di qualcosa che possa davvero interessare qualcuno. Non capisco poi perché sollevi la questione solo ora, visto che sono anni che il progetto è stato approvato ed i lavori sono stati già appaltati. L'Ater ha messo nero su bianco un progetto preciso che prevede la ristrutturazione di ex catasto ed ex pretura, gli edifici situati accanto al Teatro Comunale in via Sauro. Al loro posto sorgeranno una decina di appartamenti di proprietà appunto dell'Azienda Territoriale. Non vedo proprio il motivo di sollevare polemiche inutili ora: l'intera area sarà riqualificata, ma tenendo conto delle peculiarità architettoniche e storiche di un edificio di pregio come il vicino Teatro. Quindi non vedo davvero ragioni per cui doversi preoccupare».
Matteo Femia
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