Racconto: l’ipotesi 4
Carlo rilegge il biglietto - se vuoi sapere di Aurora cerca il Tempio di Bora Scura, ma niente polizia - trovato nella cassetta della posta. Tornato a casa dalla presentazione della denuncia per la scomparsa della moglie, sta riflettendo sul da farsi ora che i figli Rodolfo e Caterina, tenuti all'oscuro del biglietto, sono usciti per una gita in bici. Per adesso sceglie di non avvisare la polizia. Prima di tutto, vuole capire cos'è questo Tempio di Bora Scura. Decide di telefonare a Giacomo, il giovinastro conosciuto in spiaggia a Sistiana. Giacomo"nagana", come lo chiama Rodolfo, usando un termine triestino appreso da un certo Diego che gli insegna le clanfe a Barcola.
"Tempio di Bora Scura? E' il nome di una setta occultista triestina" chiarisce Giacomo
"Per saperne di più?"
"Stanotte vado a una festa, dove ci sarà una mia amica. E' ben informata su queste cose. Vediamoci a mezzanotte, in Piazza Unità, sotto il municipio."
"Va bene, grazie."
Chiusa la chiamata, apre le Pagine Gialle sul web. Sceglie a caso un'agenzia privata di investigazioni e ne digita il numero. Il titolare chiede un compenso per procurare un incontro con una persona in grado di fornire le informazioni richieste. Quando arriva in agenzia, Carlo trova una signora sulla sessantina. Lo colpisce l'espressione severa da istitutrice e il portamento austero che incute una certa soggezione.
"Buongiorno, mi chiamo Franca. Lei chi è? Perchè cerca informazioni sul Tempio di Bora Scura?"
"Sono milanese e ho affittato una casa a Barcola, la cosiddetta Villa delle Cipolle, che mi dicono costruita da un russo. Vorrei capire cos'è il Tempio di Bora Scura per un problema familiare riservato."
"Effettivamente - inizia Franca - la Villa delle Cipolle la fa costruire nel 1896 un ex pope russo, Anton Jakic. Un personaggio molto chiacchierato, sospettato a livello popolare di essere una spia zarista. Ma anche ritenuto il fondatore del Tempio di Bora Scura da certi ambienti esoterici triestini. Il maestro del russo sarebbe un certo Carl Kellner, un austriaco, di Vienna, a quel tempo capitale dell'Impero Asburgico, nel quale Trieste è il porto principale."
"Il maestro del russo, Carl Kellner - continua Franca - fa parte di una massoneria irregolare e occultista del Rito di Memphis e Misraim. Viaggia in India, diventando discepolo di due maestri di un tipo particolare di yoga, il Tantra. Sa cos'è il Tantra Yoga?"
"Sarà una di quelle storie ascetiche indiane per fuggire dal mondo che piacciono tanto agli hippy. Ne vedo girare in un bar, nella pineta di Barcola." risponde con sicumèra Carlo.
"Tutto il contrario. Il tantrismo non è uno yoga ascetico, ma uno yoga della potenza. Non persegue la rinuncia, ma il godimento. Anche con operazioni magiche, come il Rituale Segreto dei Cinque Elementi."
Tornando al punto - riattacca Franca - al ritorno dall'India, Carl Kellner fonda l'O.T.O. - Ordo Templi Orientis - trasmettendo le pratiche tantriche ai discepoli. Tra questi vi è l'ex pope russo di Trieste che dà origine al Tempio di Bora Scura. Bora, come il vento che arriva a Trieste dalla Russia. Scura, come la segretezza dei rituali che pratica nella Villa delle Cipolle. Dopo la vendita, nel 1904, la villa torna famosa nel secondo dopoguerra, prima come casa chiusa di lusso e poi come bisca clandestina."
"A proposito - interrompe Carlo - ho dato un passaggio a una certa Margaret, un'ex croupier con delle ferite alle braccia. Ne sa qualcosa?"
"Non è argomento della conversazione - taglia corto Franca - e tornando al nostro tema, dopo il russo, del Tempio di Bora Scura non se ne sa più niente. Almeno fino a pochi anni fa, quando viene rifondato. C'è dentro molta Trieste bene. Questa non è come le altre città italiane, dove ci sono dei piccoli segreti. Qui, quasi nulla è come sembra. Se lo ricordi."
Uscito dall'agenzia, Carlo si pone delle domande:"Aurora, docente di filosofia, potrebbe essere entrata in contatto con adepti del Tempio di Bora Scura attraverso i propri rapporti professionali? Forse per questo ha voluto venire a Trieste?"
Tornato a casa, scrive un biglietto per i figli. Poi esce a mangiare qualcosa, prima di avviarsi all'appuntamento con Giacomo. A mezzanotte in punto si trova in Piazza Unità, sotto il municipio. A pochi metri da lui, attorno alla Fontana dei Quattro Continenti, gruppi di ragazzi scherzano scolando bottiglie e lattine. Dopo pochi minuti arriva la "nagana". Spiega che è troppo presto per andare alla festa e propone un giro dei bar della zona:"Benvenuto nella movida triestina."
Le gambe abbronzate delle ragazze in shorts, dall'aria squinzia, spingono Carlo a offrire da bere a destra e a manca per farsi notare. In Piazza della Borsa, mentre Giacomo parla con amici, Carlo si volta a guardare una coppia che passa. L'uomo, apparentemente sulla quarantina, altissimo, massiccio, abbronzato, con la testa rasata, sta tenendo per mano una ragazza molto più giovane, altrettanto alta, dal visetto d'angelo e dai lunghissimi capelli lisci e biondi, mossi dalla brezza.
Carlo continua a fissarla mentre muove le gambe interminabili, ondeggiando sui tacchi come un'indossatrice su una passerella, prima di montare, con l'uomo, su una spider vintage che sparisce sgommando. Resta a fissare il vuoto. Si riprende solo quando sente le parole di Giacomo:"E' l'una e mezza, andiamo alla festa."
La festa si tiene in uno stabilimento balneare alla fine delle rive, prima del Porto Nuovo. E' un party in occasione di un concorso internazionale per giovani stilisti emergenti che si svolge ogni anno a Trieste. Carlo si guarda intorno, tra l'imbarazzato e l'eccitato. Nota affettuose coppie di gay e drag queen trasgressive, creativi dai look street-style e ragazze immagine da copertina di Playboy. "Ti presento Chanel, per quella cosa del Tempio di Bora Scura" gli grida dietro le spalle Giacomo, mentre stanno crescendo i battiti della musica house. Quando si volta, rimane pietrificato.
Si ritrova davanti la bellissima ragazza di prima, quella vista passare mano nella mano con un uomo che adesso intravede al bar. Con lo sguardo magnetico di lei dentro i propri occhi, ne ascolta la voce vellutata:"Allora, Carlo, cosa posso fare per te?"
Dalla gola, improvvisamente secca, con uno sforzo sovrumano, riesce a far uscire una serie ordinata di parole:"Vorrei conoscere qualcuno del Tempio di Bora Scura. E' possibile?" e risente la voce di Chanel arrivare attraverso un sorrisetto malizioso:"Non so, ma si può tentare. Quanto vale per te questo contatto, Carlo?"
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