Giurastante e il Tlt: «Ricuseremo i giudici iscritti all’Anm»

«Ci faremo consegnare l’elenco degli iscritti all’Associazione nazionale magistrati cosicché, se assegneranno le nostre cause ad un giudice aderente all’Anm, ne potremo chiedere la ricusazione». Parole e musica di Roberto Giurastante, leader del Movimento Trieste Libera, che con un’inedita provocazione rinfocola la polemica innescatasi nel mese scorso in seguito al rinvio dell’udienza in cui si sarebbe dovuta esaminare l’eccezione del “difetto di giurisdizione italiana su Trieste”.
La protesta inscenata dagli indipendentisti alabardati aveva suscitato le reprimende del presidente della sezione penale del Tribunale, Filippo Gulotta, e della giunta distrettuale dell’Anm, determinando inoltre la richiesta dello statuto e della lista di attivisti e simpatizzanti del movimento da parte della Digos.
E via con le solite filippiche. «Siamo vittime di una campagna disinformativa aggressiva e terroristica». E visto che la miglior difesa è sempre l’attacco, il Movimento Trieste Libera sfodera gli artigli per difendersi da un clima che percepisce come avverso e creato ad arte nei suoi confronti da quelle che chiama “autorità italiane”. E attacca, per l’appunto. Lancia in resta.
«Ma con le armi del diritto, che i nostri detrattori non possono usare per contrastarci». Questo ha dichiarato Giurastante venerdì sera a Muggia, sull’inconsueta location del molo “T”, durante la prima di una serie di assemblee pubbliche che Trieste Libera si propone di convocare d’ora in poi almeno a cadenza quindicinale.
Ogni qual volta il suo monologo si pigmentava di livore nei confronti delle “autorità italiane”, scrosciavano applausi da un assiepato “molo T” (erano presenti più di duecento persone). «Non ci metteranno a tacere». Chi? Sempre le autorità: magistrati, giornali, politici italiani. E varie «massomafie», non meglio specificate. Ma l’atmosfera, malgrado l’enfasi verbale, si è mantenuta distesa, non si mai surriscaldata.
Giurastante, dopo essersi soffermato sul “casus belli” del 17 luglio scorso, ha elencato i prossimi appuntamenti. «Il 15 settembre manifesteremo per la liberazione di Trieste: la città dimostrerà il suo orgoglio in opposizione ad un’occupazione illegittima che dura da sessant’anni». E poi? Di nuovo in aula, il 9 ottobre. «La Regione si è costituita nel ricorso al Tar presentato da 56 cittadini per l’annullamento delle elezioni regionali e ne ha chiesto il rigetto. Ma noi – ha annunciato Giurastante – faremo valere una sentenza del Consiglio di Stato del 1961 in cui è riconosciuta l’inesistenza della sovranità della Repubblica italiana sul Tlt».
E non è assolutamente finita. Sempre nell’ambito della legalità, sono più battaglieri che mai. «Porteremo all’Onu la petizione per la nomina del governatore, ricorreremo alla giustizia internazionale». Senza dimenticare, ancora, il fronte interno: «Insinuano che siamo finanziati da chissà chi per mantenere la sede e le attività? Allora indagheremo sul denaro pubblico elargito all’associazionismo».
Intanto è nata “Trieste Libera Impresa”, ramo del movimento dedicato all’imprenditoria locale: «Abbiamo bisogno di tutti. La nostra battaglia è anche economica». A tutto campo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








