Parco del mare, prima la verifica poi i soldi

Una “due diligence” per verificare il nuovo progetto del Parco del mare nell’ultimo nuovo sito previsto, quello di Porto Vecchio, valutare le capacità di autosostentamento finanziario della struttura e la conseguente opportunità di confermare o meno il contributo di 17 milioni di euro. La promuoverà la Regione su iniziativa della stessa presidente Debora Serracchiani dopo l’incontro in cui assieme al sindaco Roberto Cosolini si è vista illustrare l’ultima versione di un progetto, che sta per compiere dieci anni e che ha già cambiato sede per quattro o cinque volte, dai due proponenti: la Camera di commercio e la Fondazione CrTrieste. I due presidenti Antonio Paoletti e Massimo Paniccia forse contavano di uscire dal colloquio con il contributo pubblico praticamente in tasca, ma così non è stato e, sebbene la stessa Serracchiani abbia definito particolarmente allettante la possibilità di avere una struttura di questo tipo a Trieste che potrebbe costituire un indubbio richiamo turistico da un ampio perimetro territoriale, si affaccia il pericolo che anche in caso di valutazione positiva la somma non possa per ragioni di tempo venir inserita già nella prossima legge finanziaria regionale. Del resto la stessa Regione non sarebbe nemmeno in possesso di tutta la documentazione relativa a questo estremo tentativo di avere un grande acquario a Trieste con strutture scientifiche e ricettive annesse commissionato all’archistar Peter Chermayeff e che ha già ricevuto il placet da parte della giunta camerale.
Sull’incontro non è stata fatta alcuna dichiarazione ufficiale e lo stesso iter procedurale avanza coperto da uno stretto riserbo da parte dei suoi stessi proponenti. Il budget complessivo necessario era stato recentemente stimato in 45 milioni da integrare ulteriormente per rilevare l'uso dello storico pontone Ursus: da restaurare, ridipingere e riposizionare vicino al magazzino 3, illuminandolo con luce blu. La gru sarebbe così destinata a svolgere il ruolo di sentinella-simbolo della nuova attrazione turistica. Il cuore del progetto starebbe nei magazzini 3 e 4 del Porto Vecchio, ora in concessione alla Greensisam di Pierluigi Maneschi, con un'estensione di superfici riservate al mega-acquario che Chermayeff prospetta per entrambi fra i settemila e gli ottomila metri quadrati. Fra i due hangar, l'entrata principale al centro dello spazio aperto che potrebbe essere sovrastato da una copertura in vetro anti-intemperie. Nel magazzino 4, oltre agli spazi per l'acquario con vasche, aree multimediali, teatri e zone di supporto tecnico, pure gli uffici amministrativi nei piani alti, ma anche appartamenti, camere e forse una spa. Nel silos 3, vasche, esposizioni e al pianterreno ristoranti e negozi. Non è un caso che siano stati scelti i magazzini “più interni” all'area, al fine di consentire una valorizzazione anche di quelli precedenti in concessione a Greensisam : oltre al 2a, l'1a e il 2, con questi ultimi due che dovrebbero contare su esercizi commerciali e - il 2 - anche appartamenti e camere d'albergo. Della questione, Chermayeff ha già parlato con Fabio Assanti, coordinatore del team di progettisti Greensisam.
«La compatibilità urbanistica c'è - aveva assicurato Assanti - per quelle aree infatti è prevista anche una funzione espositiva sin dai tempi della candidatura all'Expo 2008». Pierluigi Maneschi, responsabile di Greensisam, la società che ha ottenuto in concessione per 90 anni i primi cinque magazzini dello scalo antico, non ha fatto mistero del fatto che una proposta di questo tipo gli sia arrivata «dalla Camera di commercio in tandem con la Fondazione CrTrieste».
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