Regali alle nipotine con i soldi di Palazzo

TRIESTE. Si chiama Ugo De Mattia, 67 anni, ex consigliere regionale nelle file del Carroccio. Ma soprattutto nonno. È l’ultimo arrivato in quello che è stato definito il terremoto delle spese folli del Palazzo. Il pm Federico Frezza gli contesta 22 fatture e scontrini “bizzarri” non riconducibili nè al fine istituzionale nè all’attività della Lega Nord. Indagato in concorso per peculato anche Danilo Narduzzi, già capogruppo del Carroccio. Ma De Mattia è finito nei guai anche per una singolare serie di consulenze affidate ai mariti delle due figlie.
La spesa più singolare che viene attribuita a Ugo De Mattia è quella riferita al suo ruolo di nonno. Il 22 giugno 2011 la moglie Rinalda Molaro è andata nel negozio Gioielli Stringher di Cividale dove - in concomitanza con la ricorrenza del compleanno delle nipoti - ha acquistato gioielli per la somma di 1600 euro. La ricevuta di questi “cadeaux” per le nipotine è stata messa nelle note spese del gruppo della Lega Nord e in particolare è stata, assieme alle altre, “onorata” da Danilo Narduzzi, all’epoca capogruppo del Carroccio.
Non ci sono solo i gioielli, però. Anche la salute, evidentemente, è importante. Tant’è che De Mattia il 10 marzo 2012 non ha esitato ad acquistare - come spesa di rappresentanza una cyclette al Decatlon di Udine. Una pedalata al giorno toglie il medico di tono. Se poi è rimborsata (199 euro) è ancora meglio. E sempre riguardo al capitolo del tempo libero (ma da cosa?) De Mattia è andato alla Cicli Cappello di Manzano dove per 150 euro ha comprato alcuni articoli sportivi per 150 euro.
Che sia un bravo nonno - e soprattutto generoso - non si può certo negare. Il 29 agosto 2012 De Mattia ha comprato a spese della Regione 5 capi di abbigliamento per bambini in un negozio di Merano. Anche queste le ha definite spese istituzionali. Chissà forse per futuri elettori del Carroccio.
La lista prosegue con altri acquisti istituzionali di gioielli (240 euro), profumi 8224 euro), sciarpa da donna (154 euro) comprata dalla moglie nel negozio Conte of Florence, tuta da ginnastica, elettrodomestici, un rasoio Braun, un paio di decolletè presi da Coccinelle store di Bologna (185 euro), una borsa in pelle (325 euro) - in parte in contanti in parte dalla consorte con la carta di credito. E poi gioielli, gioelli e ancora gioielli. Sempre comprati da Stringher di Cividale e sempre rimborsati dalla Lega. Non potevano mancare, poi, anche alcuni soggiorni (per due) al Posta di Trieste.
Ma - stando alle accuse mosse dalla Procura triestina - l’attività di De Mattia si è espletata anche nella creazione di 5 attività di consulenza assieme ai due generi, entrambi indagati. Praticamente secondo gli accertamenti eseguiti dagli investigatori della Guardia di finanza portano il suo impegno politico queste iniziative definite dal pm di assoluta genericità. Si passa dagli incentivi per il rafforzamento e il rilancio della competitività delle microimrese, allo studio dell’impato sulla grande distribuzione della chiusura dei piccoli negozi. C’è poi un capitolo dedicato ai fondi Fas e un altro - immancabile - riferito all’informatica. Costo 20mila 600 euro. Affari di famiglia.
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