Isonzo pulito con il depuratore di Nova Gorica

Entro il mese saranno appaltati i lavori e l’impianto potrà entrare in funzione nel 2015
Di Francesco Fain

È una svolta importante. Che potrebbe risolvere alla radice il problema dell’inquinamento dell’Isonzo e, di conseguenza, del litorale monfalconese. Entro la fine del mese verranno appaltati i lavori di realizzazione del depuratore di Nova Gorica: un’opera da 40 milioni.

A portare la lieta novella la vicepresidente della Provincia Mara Cernic. «I lavori inizieranno il prossimo anno e ci vorranno grosso modo 12 mesi per vedere completato l’impianto, che sarà a membrane, quindi tecnologicamente avanzato, e sarà in grado di risolvere tutte le problematiche relative all’inquinamento. Verrà realizzato su una superficie di 5 km quadrati nell’area non edificata che si trova immediatamente alle spalle del cimitero centrale di Gorizia».

Una questione annosa sta, dunque, per conoscere la parola “fine”. Era il 24 settembre 2009 quando scrivemmo che «Nova Gorica avrebbe dovuto realizzare il depuratore entro il 31 dicembre 2008». Molta acqua (è proprio il caso di dirlo) è passata sotto i ponti e soltanto ora si delineano tempi finalmente certi sulla realizzazione dell’impianto. «Una volta pronto il depuratore, l’Isonzo tornerà a vivere e potrà ridiventare balneabile», sottolinea ancora la Cernic. Ricordiamo che il primo progetto consiste nella ricostruzione della rete fognaria di Nova Gorica e Sempeter, il secondo concerne la realizzazione della rete di Merna mentre il terzo prevede la costruzione delle infrastrutture di connessione con l’area del depuratore.

Questi tre progetti hanno un costo complessivo di 24 milioni ai quali si aggiunge poi il quarto, il vero e proprio depuratore, da 15 milioni. Torna così prepotentemente d’attualità quel monitoraggio parziale effettuato qualche tempo fa dal Wwf che portò alla luce quasi 200 scarichi fognari: acque bianche, grigie e nere.

«Oggi - spiega la Cernic - una parte del Corno in territorio italiano viene captata nel depuratore di Gorizia. Di fatto, stiamo depurando il torrente ma solo in parte, solo quando il Corno è in un periodo di magra. Quando l’acqua è più copiosa, nascono i problemi. Ed è così che il torrente incide ancora dal punto di vista della carica inquinante batterica e in questo momento rappresenta la criticità maggiore per l’Isonzo».

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