Notte di fuoco al Cie, incendiate le camerate “superstiti”

Gradisca: intossicati e portati all’ospedale di Monfalcone due immigrati. Gli altri passano la notte all’addiaccio. Ormai il centro non ha più neanche un locale agibile a causa delle devastazioni degli ospiti
Una protesta degli immigrati del CIE (Centro di identificazione ed espulsione) di Torino, in una foto d'archivio/ANSA/DI MARCO
Una protesta degli immigrati del CIE (Centro di identificazione ed espulsione) di Torino, in una foto d'archivio/ANSA/DI MARCO

Una nuova rivolta è scoppiata dopo l’ora di cena al Cie di Gradisca. Gli ospiti hanno dato fuoco alle quattro camerate “sopravvissute” agli incendi dell’altra notte. Le uniche agibili.

Due immigrati sono rimasti lievemente intossicati e sono stati portati al pronto soccorso di Monfalcone, mentre i vigili del fuoco sono accorsi per domare le fiamme.

A tarda ora, con gli stranieri ammassati all’esterno del centro, non si escludeva l’ipotesi di una notte all’addiaccio. Il Centro, d’altronde, si trova in una situazione estremamente precaria: già ieri, ancor prima dell’ultima protesta, i posti letto effettivi erano solo 36 a fronte di 66 ospiti. Proprio per questo, mentre gli agenti bonificavano le “gabbie”, alcuni stranieri avrebbero iniziato uno sciopero della fame e della sete.

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