Il congedo di Samani: «Le carenze dell’Ass? La direzione strategica»

Il manager in vena di battute prima del trasferimento a Pordenone. «Città-laboratorio per scienza e clinica»
Di Gabriella Ziani
Lasorte Trieste 29/10/10 - Via Costantinides 2, Direzione ASS, Presentazione Progetto Qualcosa non va
Lasorte Trieste 29/10/10 - Via Costantinides 2, Direzione ASS, Presentazione Progetto Qualcosa non va

La delibera della Giunta regionale lo ha ufficializzato: dal 1.o dicembre l’Azienda sanitaria di Trieste cambia direttore generale. Fabio Samani è stato dirottato a quella di Pordenone, nell’ambito di un più vasto “valzer di poltrone” che riguarda soprattutto il Friuli occidentale . Al posto “storico” di Franco Rotelli (oggi consigliere regionale Pd) dall’Azienda ospedaliera di Pordenone arriva Nicola Delli Quadri, che a Trieste era già stato direttore sanitario degli ospedali, al fianco del manager Franco Zigrino. Tre anni come successore di Rotelli, per Samani, triestino, medico di famiglia, che era alla sua prima nomina a vertice.

Nel lasciare le consegne, dottor Samani, che cosa metterà in cima come problema principale da risolvere?

Un passaggio di consegne non prevede necessariamente una graduazione di importanza/urgenza su cose da risolvere: Nicola Delli Quadri - che ho già chiamato al telefono e che incontrerò nei prossimi giorni - conosce bene il contesto triestino e trarrà autonomamente le sue conclusioni in termini di priorità. Peraltro, i temi da affrontare con più urgenza sono quelli generali: la programmazione per il 2014, a fronte di risorse ulteriormente contratte. Ma questo vale per tutte le Aziende della regione...

I principali provvedimenti che lei ha firmato in 3 anni?

Abbiamo lavorato in tutti i settori con l’obiettivo di mettere la persona, il cittadino - sano e malato - al centro dell’attenzione. Spero di aver reso chiaro un messaggio: si può lavorare solo in squadra, in sinergia, con le amministrazioni locali e i Comuni in particolare. Per proseguire con la cultura, con la visione - estremamente condivisa - di Trieste come città laboratorio: scienza, clinica, evidenze nella costruzione dei percorsi di salute. Senza dimenticare che agiamo in un contesto di azienda pubblica, che richiede trasparenza, regole certe, rispetto delle norme.

I manager “girano”. A lei che cosa comporta partire per Pordenone?

Lo stimolo per costruire in un ambiente che - mi si dice - mi accoglie con piacere.

L’impostazione dell'Ass1 che ha trovato era di Rotelli. Vi siete mai parlati? Ha fatto correzioni?

Lo cercai io quando venni nominato e ci vedemmo e sentimmo più volte, in quel periodo: dovrebbe essere prassi comune un “passaggio di consegne”. Correzioni?! Non parlerei di correzioni. Ognuno impronta il proprio stile umano e manageriale ai propri valori di riferimento. E ne risponde.

Rotelli ora da presidente della commissione regionale sanità propende per l’Azienda unica ospedale-territorio. Soluzione efficace per lei?

Non compete ai direttori generali definire le politiche della Regione. Se chi è titolato a definirle intenderà sentire la mia opinione, non esiterò a dargliela. Riservatamente. È bene non confondere i ruoli.

Ma la riforma di Tondo, tre Aziende in tutto il Fvg, le sembrava convincente? Un’idea per l’assessore Telesca in fondo già l’avrà...

La risposta è la stessa della domanda precedente. E poi, abbia pazienza, non sarà mai un direttore generale a dare indicazioni a un assessore...

Il Dipartimento di salute mentale ha numerosi vertici vacanti. Impossibile la sostituzione?

Impossibile senza un’autorizzazione formale da parte della Direzione centrale salute alla richiesta formale, formulata da Ass1 da lungo tempo. Così come per molte altre strutture al di fuori del Dipartimento di salute mentale. Una decina in tutto.

Qual è ora il settore più carente o in difficoltà dell'Ass1?

Potrei fare una battuta: alcuni – in verità molto pochi e ben noti - dicono che sia la direzione strategica...

Se la Giunta decidesse (e lo farà) ulteriori risparmi, dove sarebbero possibili tagli?

Questo è opportuno chiederlo al mio successore: qualsiasi mia affermazione in proposito, ora, suonerebbe come un tentativo di condizionare il suo operato.

Che cosa vuole concludere prima di lasciare effettivamente il posto a Trieste? Avremo qualche novità?

La settimana prossima ospitiamo l’evento di apertura di un progetto europeo di cui Ass1 è capofila e che coinvolge numerosissimi partner internazionali: il progetto Expero4Care, disegnato insieme al Dipartimento di studi umanistici dell'Università di Trieste, che si prefigge di misurare le ricadute operative delle iniziative di formazione in sanità. Come dire: quanto siamo in grado di migliorare in termini di cambiamento di comportamenti e di risultati, sulla base delle iniziative di formazione? E poi, tra poco, prenderà avvio un progetto di studio sui centenari, condotto insieme a importantissimi partner scientifici di livello internazionale. Dove studiare il fenomeno se non a Trieste, città laboratorio con la più alta percentuale di ultracentenari in Italia?

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