Nell’attesa del nuovo Pola scommette sul vecchio ospedale

Inaugurato il reparto ampliato della medicina d’urgenza Acquistate anche delle apparecchiature all’avanguardia

POLA. Nell'attesa dell'agognato e decantato nuovo ospedale il cui progetto attende il decollo già da 10 anni la sanità istriana deve accontentarsi delle briciole da parte di Zagabria. Ci riferiamo al reparto per la medicina d'urgenza di Pola riaperto dopo i lavori di ristrutturazione. La superficie utile è stata portata da 200 a 700 metri quadrati. Per i lavori il ministero croato della Salute ha stanziato 650 mila euro di cui 380 mila per le nuove apparecchiature. Tra queste un ecografo mobile, un tavolo di rianimazione, un respiratore, un apparecchio a raggi X dell'ultima generazione oltre a nuovi letti, monitor e cosi via. All'inaugurazione è intervenuto il ministro della Salute Rajko Ostoji„ che i giornalisti hanno bombardato di domande proprio in relazione al nuovo ospedale. Già nel marzo scorso ha spiegato, il governo croato ha emesso la garanzia per l'accensione del credito di 40 milioni di euro con cui procedere alla costruzione. La cifra comunque rappresenta la metà dell'importo necessario complessivo. L'altro 50% verrà fornito sempre sottoforma di credito, dalla Banca d'investimento europea tramite la la Banca croata per la ricostruzione e lo sviluppo. Ostoji„ ha spiegato che la settimana scorsa alla banca stessa è stato consegnato l'ultimo documento del lungo iter burocratico. Subito dopo si procederà alla scelta dell'appaltatore tramite concorso pubblico. Considerata la crisi nel settore edilizio già una decina di aziende hanno messo le mani avanti chiedendo informazioni sul progetto. Comunqe a decidere sarà l'apposita commissione. Come conclusione dei lavori si ipotizzano gli anni 2018–2019. Il nuovo edificio ospedaliero sarà composto in effetti da due ali accorpate ad altrettante strutture già esistenti: la maternità e il laboratorio centrale. Dopo tanti anni l'ospedale tornerà così nella sua ubicazione per cosi dire storica, nell'area urbana, mentre ora gran parte dei reparti e servizi sono dislocati nell'ex ospedale della Marina nel rione di Veruda, a 5 chilometri di distanza. E proprio il lavoro in due punti differenti è una delle maggiori cause della gestione in rosso, tanto che l'ospedale è stato ceduto allo Stato che provvederà al risanamento con misure che destano non poche preoccupazioni. ( p.r.)

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