Tagli alla sanità, vittime Trieste e Gorizia

La Venezia Giulia è la più colpita con un taglio del 6% rispetto alla diminuzione del 3% a Udine e del 2% a Pordenone
Di Marco Ballico
Lasorte Trieste 18/01/11 - Ospedale di Cattinara, Nebbia
Lasorte Trieste 18/01/11 - Ospedale di Cattinara, Nebbia

TRIESTE. Poco meno di 81 milioni in meno rispetto alle risorse assegnate alle aziende sanitarie nel 2013. Un taglio del 3,8% medio, che sale però al 6% nell’area vasta giuliano-isontina, la più penalizzata. I numeri della sanità 2014 sono contenuti nelle linee per la gestione 2014 del Servizio sanitario regionale, documento da maneggiare con attenzione, perché ancora da condividere in terza commissione, ma già un’indicazione forte trattandosi di fatto dell’indirizzo politico della giunta per il prossimo anno. L’altro giorno l’assessore Maria Sandra Telesca spiegava in una nota che «il dibattito sul finanziamento del Ssr ha portato alla luce l'inadeguatezza delle metodologie impostate su base storica e ha ora imposto un orientamento fondato sui costi standard. Viene così avviato un percorso virtuoso – proseguiva Telesca –, per un migliore utilizzo delle risorse a disposizione, che sarà accompagnato da azioni operative di miglioramento gestionale che prevedono l'aggregazione di funzioni amministrative per area vasta e la definizione di percorsi assistenziali diagnostico-terapeutico-riabilitativi».

Un primo confronto rispetto a un anno fa, il più facile, è proprio quello sui numeri. Messi uno sotto l’altro i fabbisogni previsti nel 2013 e nel 2014, la Regione distribuisce alla sanità 2.034.414.116 euro (compresi i 9 milioni per il dipartimento dei servizi condivisi, area vasta udinese) contro 2.115.233.905, un “taglio” di 80,8 milioni di euro, poco meno del 4%. A pagare maggiormente i tempi di crisi è la Venezia-Giulia, che si vede assegnare 44,3 milioni in meno (-6%), quindi Udine (-26,9 milioni, una riduzione del 3%) e Pordenone, l’area vasta trattata meglio con un calo di contributi pari a 9,5 milioni (-2%). Le risorse di parte corrente assegnate dalla Regione per l’anno 2014, si legge nella premessa delle linee guida, sono in realtà pari a 2.115.334.550 euro, di cui però 30 milioni sono destinati, da subito, a investimenti in conto capitale. Restano 2.085.334.550 divisi tra i 2,034 miliardi di finanziamento indistinto delle aziende, compresi i due Ircss Burlo e Cro (che si dividono in parti uguali un totale di 18.594.000 euro) e 18,1 milioni di attività precedentemente considerate sovra-aziendali e ora storicizzare, altri 42,7 milioni di attività sovra-aziendali, 1.138.780 euro per l’Ircss Eugenio Medea e 7 milioni per un successivo riequilibrio complessivo.

La giunta impartisce alle aziende vincoli operativi molto precisi, sempre nell’ambito delle misure di contenimento dei costi. Si parte dalla farmaceutica ospedaliera, che va ridotta del 4% rispetto al 2013. Quindi i dispositivi medici, da allineare agli standard di settore e che non potranno superare il valore del 2012 abbattuto del 10%, per proseguire con il numero di prestazioni ambulatoriali per abitante (non oltre le 4 pro capite, con esclusione della branca di laboratorio: patologia clinica, microbiologia e anatomia patologica); il tasso di ospedalizzazione di ogni area vasta (tetto massimo 140 per mille); gli accordi con gli erogatori privati (il budget è ridotto del 2% sulla spesa consuntiva 2011); il personale dipendente (sforbiciata dell’1% rispetto al consuntivo 2012); infine, le manutenzioni ordinarie edili impiantistiche, per le quali sono fissati costi massimi dell’80% di quelli sostenuti nel 2012. Nel dettaglio della gestione delle risorse umane è inoltre previsto che le aziende procedano alle assunzioni di personale a tempo determinato e indeterminato in misura massima del costo del turn-over delle cessazioni conosciute. In ciascun trimestre, pertanto, potrà essere programmata l’assunzione di personale, che verrà però successivamente realizzata solo a seguito di relativa autorizzazione regionale. Le linee per la gestione 2014 contengono inoltre, tra l’altro, gli input della centralizzazione degli acquisti di beni e servizi nel dipartimento servizi condivisi di Udine e la conferma degli obiettivi di contenimento delle liste d’attesa e dell’applicazione dei diversi piani di prevenzione, oltre che del tetto di spesa per la farmaceutica (11,35% del fondo sanitario regionale per la territoriale, 3,5% per l’ospedaliera).

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