Finanziaria regionale, Peroni difende i tagli a sanità e welfare

«Nessuna posizione ideologica. La spesa per comparti viene solo razionalizzata». Dal Piano anticrisi nuovi fondi per il lavoro

TRIESTE. Non ha perso il suo aplomb nemmeno quando l’ex presidente Tondo lo accusava di aver offeso l’intero Consiglio. Perché, per giustificare il ricorso ad esperti con cui preparare i prossimi provvedimenti economici, parlando della crisi, l’ex rettore aveva azzardato un «voi non sapete cosa accade fuori…». Tondo l’ha presa male: un assessore non eletto che mette in dubbio gli eletti? «Un equivoco», spiega il responsabile delle Finanze Francesco Peroni. Faccenda chiusa, dunque. Anche perché ora, archiviato il bilancio, si deve già ripartire: con una legge anticrisi. Peroni, il “tecnico” pescato dal mondo universitario, che alle primarie Pd ha votato Civati, difende a spada tratta le scelte della giunta.

Una finanziaria difficile?

Abbiamo dovuto fronteggiare minori entrate e minori spazi di spesa. Ma la nostra legge ha un’anima, perché nelle difficoltà e nei tagli individua priorità e fa scelte. Il secondo apprezzamento che mi vien da fare è per il clima in cui si è lavorato: una dialettica equilibrata e utile a perfezionare la nostra rotta. Il fatto poi che i lavori si siano svolti con ordine e che la maggioranza e la giunta abbiano scelto la via di emendamenti condivisi e organici, è il segnale di un clima politico nuovo.

Nel ddl si fa riferimento a un Piano anticrisi. Si riparte da lì?

In realtà, la finanziaria è la tappa di un’azione continua di governo che ha avuto il suo inizio l’estate scorsa, con la manovra di assestamento. E con la legge anticrisi, che lascia disponibilità utilizzabili per ulteriori provvedimenti. Iniziative che collocheremo in una strategia organica, grazie anche ad approfondimenti e studi di cui ci avvarremo.

Si prevede un’iniezione di risorse?

Politiche di questa complessità presuppongono sapienza nel distinguere le priorità e risorse da orientare sugli obiettivi: anzitutto, innovazione e maggiore capacità di accesso delle nostre imprese ai mercati internazionali. In questo disegno entra in gioco in modo rilevante Friulia, a cui chiederemo di esercitare un ruolo ancora più attivo.

Ha fatto discutere che da una giunta di centrosinistra siano arrivati tagli a sanità e welfare. Avete tolto, ad esempio, il bonus bebè.

Non si è solo scelto di tagliare su un versante piuttosto che su un altro, ma ci si è impegnati a riorganizzare la spesa per comparti, per renderla più razionale dal punto di vista della destinazione delle risorse. Così facendo, molto di quello che apparentemente si è tagliato passa dalla dimensione della posta “puntuale” a quella organica, che è più efficace. Altrove, è solo rinviato all’assestamento estivo. Nell’esempio del bonus bebè, non c’è quindi alcuna posizione ideologica.

Ma anche voi, nonostante gli annunci, siete caduti nella logica degli emendamenti puntuali.

Il fenomeno, rispetto alla prassi di prima, è assai più contenuto. Abbiamo avviato un cambiamento profondo del costume. Una sola cifra: siamo passati da 256 a 50 poste puntuali. E quelle che sono sopravvissute sono soprattutto previsioni su cui si reggono servizi essenziali, garantiti su un arco pluriennale.

Tondo vi ha accusato di non aver mantenuto le promesse elettorali. E non accetta di sentire lezioni sulla crisi da lei, “un non eletto”. Come risponde?

Credo che questo esecutivo possa rivendicare a proprio merito un’indubbia tempestività di azione nell’affrontare la crisi. Peraltro, un programma elettorale ha gittata di legislatura ed è curioso pretendere, a sette mesi dall’insediamento, di documentare il raggiungimento degli obiettivi in agenda. La polemica con Tondo è frutto di un fraintendimento: la mia preoccupazione in aula è stata quella di trasmettere correttamente i contenuti della manovra, evitando di banalizzare il tema delle consulenze. Il buon governo, nei momenti di crisi, ricorre ai “saperi” qualificati, senza che ciò significhi abdicazione della politica.

Si punta sull’assestamento. Su che somma pensate di contare?

Almeno sull’avanzo che quest’anno non è stato iscritto: prematuro dire quanto, ma speriamo vicino ai 270 milioni del 2013. Interverremo su priorità come salute, politiche sociali, ambiente, autonomie locali, conoscenza ed economia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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