L’ultima di Piscopo, spesi 12mila euro per devolverne 1.600

Tanto è costato al Comune lo spettacolo di beneficienza “Ricordando Verdi” voluto dal consigliere-finanziere sospeso
Bumbaca Gorizia 21-22..06.2013 Saggio Giselle Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 21-22..06.2013 Saggio Giselle Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Beneficienza: a chi? La domanda di vaga matrice renziana è volutamente sibillina. Il caso Piscopo non è chiuso. Sembrava chiuso, non lo è. I mal di pancia cominciano ad emergere anche in una certa parte di maggioranza e forse all’interno del Consiglio comunale il dissenso è più profondo di quanto non appaia.

Dopo aver rimesso nelle mani del sindaco la delega gratuita alle attività teatrali, il consigliere/finanziere sospeso dalla GdF per quelle che lui stesso ha definito “irregolarità ‘formali’ sull’orario di lavoro effettuato” non si è poi dimesso da presidente delle Commissioni Cultura e Ambiente e questa sua decisione ha fatto storcere il naso all’opposizione e non solo a quella.

Dai banchi di minoranza l’esponente del Sel Livio Bianchini aveva prima detto che non avrebbe partecipato alle commissioni fino a quando Piscopo fosse rimasto al suo posto, successivamente aveva chiesto «un sussulto di dignità» ai colleghi consiglieri che se ne stavano «buoni, quasi intimoriti».

L’appello qualche coscienza deve averla smossa dal momento che una gola profonda - che evidentemente non può esprimere ufficialmente il proprio dissenso, ma non vuole neppure rimanere passiva di fronte a quanto accaduto - fa ora saltare fuori alcune carte in cui viene dipinta una realtà quanto mai surreale: per raccogliere 1.600 euro da devolvere in beneficienza, il Comune di Gorizia ne ha dovuti mettere a disposizione quasi 12mila.

A scanso d’equivoci va detto che dal punto di vista amministrativo è tutto perfettamente regolare: il finanziamento riguardava uno spettacolo di ballo e l’evento a offerta libera ha poi permesso di raccogliere denaro da destinare a quei cittadini che si trovano in difficoltà a pagare le utenze. Amministrativamente parlando, dunque, nulla da eccepire; ma da un punto di vista politico, l’operazione suona come il più assurdo degli autogol.

Cosa c’entra in tutto questo il consigliere Francesco Piscopo? C’entra. C’entra perché in occasione della serata “Ricordando Verdi” era salito sul palco dell’omonimo teatro dicendo d’aver accolto e condiviso con piacere l’iniziativa benefica, di fatto se ne faceva sponsor e promotore.

Se la raccolta fondi era riuscita, in sostanza, lo si doveva a lui. La cosa evidentemente non piacque. Come detto, l’“incasso” da devolvere alle famiglie fu di 1.600 euro. La determina numero 1560 del 15 novembre 2013 aveva però impegnato a favore della “serata omaggio per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi” la cifra di 11.945,08 euro, vale a dire più di sette volte il ricavato.

Alla cittadinanza venne offerto uno spettacolo e con esso la possibilità di fare del bene ai più bisognosi. L’iniziativa è da ascrivere tra quelle lodevoli, ma considerato che il teatro è una voce perennemente in passivo - come sottolineato anche dall’esponente di maggioranza in crisi di coscienza –, se l’intento era principalmente benefico, forse si sarebbe potuto fare di più con meno mettendo a disposizione dei cittadini direttamente 3mila euro e soprassedendo sullo spettacolo. Beneficenza per chi, duneuqe?

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