A caccia di asparagi ma c’è il virus della febbre

Quest’anno gli amanti delle “sparughe” dovranno prestare maggiore attenzione. Numerosi infatti i casi in Croazia di febbre emorragica con sindrome renale

FIUME. I primi asparagi selvatici sono già apparsi nei mercati ortofrutticoli delle regioni fiumana e istriana, il che conferma che la primavera è ormai prossima e un nugolo di raccoglitori è pronto a fiondarsi alla ricerca della prelibata pianta.

Quest’anno gli amanti delle “sparughe” o “sparisi”, per dirla nei nostri dialetti, dovranno però prestare maggiore attenzione, come pure tutti coloro che amano stare all’aria aperta, passeggiando nella natura.

Non facciamo riferimento a vipere o a zecche, principali nemici di queste categorie, bensì ai casi sempre più numerosi in Croazia di febbre emorragica con sindrome renale.

Solo a Fiume sono stati registrati già cinque casi di persone colpite da questa malattia e provenienti dalle regioni montane del Gorski kotar e della Lika, nonché dagli immediati dintorni del capoluogo quarnerino.

Altrove in Croazia cresce di giorno in giorno il numero di persone colpite e, considerato che la malattia si manifesta ciclicamente, potrebbe ripetersi quanto accadde nel 2002 quando il virus interessò mezzo migliaio di persone.

La responsabile del dipartimento epidemiologico presso l’Istituto regionale per la Salute pubblica, dottoressa Gianna Pahor, ha voluto mettere in guardia coloro che per lavoro o per svago sono a contatto con la natura: «Non si deve rinunciare agli asparagi – ha precisato – ma vanno però adottate delle regoli semplici e sempre efficaci. Dopo avere raccolto gli asparagi o avere camminato nei boschi o comunque in aree verdi bisogna lavare le mani, che è la migliore prevenzione. Portare poi con sè fazzoletti umidi disinfettanti o anche liquido per lavarsi le mani a secco. Se anche gli asparagi dovessero avere il virus, basterà trattarli termicamente per eliminare il pericolo».

La Pahor ha invitato inoltre le competenti autorità ad attuare regolarmente la derattizzazione quale misura preventiva.

Come già detto, l’Asparagus acutifolius ha fatto capolino nella regione istroquarnerina seppure in modeste quantità. Si attendono pertanto le prime, copiose piogge che – aggiunte ai tepori primaverili – faranno arrivare gli asparagi nelle cucine di casa, in trattorie e ristoranti dell’ Istria, del Quarnero e della Dalmazia.

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