A “Goal a grappoli” festa per i 120 anni dell’Udinese

CORMONS. L'entusiasmo e la passione di patron Pozzo. E poi la professionalità, il carisma, la simpatia di due top del racconto calcistico come Daniele Adani e Pierluigi Pardo. L'edizione 2016 di "Goal a grappoli" è stata un concentrato di emozioni che in due serate ha richiamato ancora una volta il meglio del mondo del pallone nella capitale del Collio: tanto territorio nella prima, con l'omaggio ai 120 anni dell'Udinese calcio narrata attraverso le parole del direttore del Messaggero Veneto Tommaso Cerno e dei giornalisti Pietro Oleotto e Luana De Francisco. Due ore e mezzo che hanno visto ripercorrere l'intera epopea bianconera, dagli albori del 1896 ai successi europei a cavallo degli anni Duemila, e che ha visto protagonisti tra gli altri gli ex tecnici Massimo Giacomini ed Enzo Ferrari, bandiere indimenticabili come Calori e Poggi, giocatori di oggi come Felipe ed Hertaux. Ma il protagonista indiscusso è stato sicuramente patron Giampaolo Pozzo, che ha sottolineato come «Di Natale sia stato il mio Zico» e come ci sia una ferrea volontà da parte della proprietà di andare avanti alla guida del club: niente proprietari stranieri dunque all'orizzonte per una delle società più internazionali di tutte nel parco giocatori. Ma a raccontare la "loro Udinese sono stati anche l'attuale tecnico Gigi De Canio, i giocatori Felipe ed Hertaux, diversi giornalisti che hanno seguito negli scorsi decenni l'epopea bianconera. Tra immagini d'epoca e ricordi più recenti (il celeberrimo e sfortunato Udinese-Ajax di coppa Uefa, la qualificazione in Champions a metà anni Duemila) a fine serata patron Pozzo ha ritirato assieme al Messaggero il premio Goal a Grappoli. E tanto entusiasmo è stato generato anche dalla seconda serata, che ha visto protagonisti indiscussi le voci rispettivamente SkySport e Mediaset Daniele Adani e Pierluigi Pardo, con un graditissimo cameo finale del telecronista campione del Mondo 2006 Marco Civoli di RaiSport. Tra il calcio totale dell'Olanda anni Settanta, il contributo allo sviluppo del gioco dato dal Milan degli Invincibili e dal Barcellona degli anni Duemila e l'empatia tecnico-tattica del Loco Bielsa, la chiacchierata moderata dal professor Francesco Pira e da Marina Presello ha coinvolto l'ex difensore dell'Inter e Pardo anche sul loro rapporto coi social fino al calcio spezzatino: «Lo sostengo fermamente - ha detto Pardo - perché è un vantaggio per tutti poter godere il sabato sera di una grande sfida scudetto, la domenica pomeriggio di un derby e poi magari alla sera osservare il miracolo-Leicester: se fosse tutto in contemporanea come era il calcio sicuramente suggestivo di un tempo, non potremmo goderci ogni singolo momento». «E i gruppi whatsapp creati dalle mogli stufe per il calcio in tv sette giorni su sette?» lo ha incalzato Pira.
Matteo Femia
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