«A Gorizia Tribunale a rischio e i politici latitano»

L’accusa del presidente dell’Ordine degli avvocati di Gorizia Sempre più carenza di giudici, sui processi incombe la prescrizione
Bumbaca Gorizia 26.04.2010 Maxi processo amianto - Foto di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 26.04.2010 Maxi processo amianto - Foto di Pierluigi Bumbaca

È sempre più difficile amministrare la giustizia a Gorizia. Non per cattiva volontà dei magistrati, ma perché di ce ne sono sempre di meno sia inquirenti che giudicanti. E di questi giorni la notizia che non ci sarà l’aumento da 11 a 12 giudici nella pianta organica del Tribunale. La proposta del Ministero di Giustizia non ha trovato attuazione nel decreto e 11 erano e 11 restano i giudici in organico. In realtà magari fossero 11, a malapena si arriva (o si arriverà nelle prossime settimane) a metà perché un giudice è già stato trasferito, un’altro se ne andrà il prossimo mese, due sono in congedo per maternità e una terza lo sarà nei prossimi mesi. Senza dimenticare che il presidente è procinto di trasferirsi a Trieste. A rischio di prescrizione ci sono diversi processi.

Non si ride neppure ai piani alti del Palazzo di giustizia: di 5 sostituti procuratori, due se ne andranno a fine estate - Pavone lascerà Gorizia il 16 settembre, Leghissa il 2 ottobre -, mentre è previsto l’arrivo di un solo pm ma a gennaio. E qui a rischiare sono le inchieste per le morti da amianto.

Di questa difficile situazione si fa portavoce il presidente dell’Ordine degli avvocati, Silvano Gaggioli, che da tempo è impegnato nella difesa e nel potenziamento dell’istituzione.

Presidente, è stato facile profeta sulle condizioni del tribunale?

Era logico che ciò accadesse considerato che con un organico di 11 giudici un qualsiasi trasferimento o assenza per malattia fa ricadere sui magistrati che rimangono una gran mole di lavoro. E questo impedisce il regolare svolgimento dei processi.

Come si può uscire da questa situazione che sta diventando cronica?

Prima delle recenti elezioni, politiche e regionali, mi sono lamentato della carenza di interessi da parte dei politici perché solo un intervento politico potrebbe far cambiare la situazione. Ma a tutt’ora gli stessi politici sono assenti e non si interessano al problema.

Lei, quindi, accusa la classe politica?

Direi proprio di sì. L’on. Brandolin, che si era lamentato sul vostro giornale perché non lo avevo contattato, anche dopo eletto, non si è mai interessato al problema. La neo presidente della Regione Serracchiani, che la nostra provincia ha contribuito a eleggere, mi risulta che abbia avuto un colloquio con il ministro Cancellieri ma ha parlato solo del tribunale di Tolmezzo e nulla ha riferito sulla situazione di quello di Gorizia. Ma anche le associazioni goriziane latitano.

Mi par di capire che per lei l’unica soluzione era e resta l’accorpamento della sezione di Palmanova con Gorizia?

Certo. Avrebbe comportato la ridefinizione delle piante organiche. Considerando che il Tribunale avrebbe servito una zona di 250mila abitanti, i giudici sarebbero stati almeno 21. E con questo numero le assenze dei giudici pesano di meno. Con un impegno reale degli attuali dirigenti politici della Regione c i sono ancora spazi per trovare una soluzione.

Ma non è andata così...

Purtroppo. La riorganizzazione era stata fatta anche per contenere le spese.

Ma si parla di una spesa di 2 milioni per l’accorpamento di Palmanova e Tolmezzo a Udine

A me risulta questa cifra.

Quali sarebbero i costi di un’eventuale accorpamento di Palmanova a Gorizia?

Poche decine di migliaia di euro. C’è un’intera ala della Palazzo di giustizia disponibile che è appena stata rifatta. La spesa sarebbe solo per la fornitura di nuovi arredi.

E la spending review tanto declamata?

È una grande, solenne presa in giro.

Ma a questo punto veramente il Tribunale prima o poi è a rischio chiusura?

Sì, è un rischio effettivo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo