A Pola ristrutturazioni fallite con fondi europei e comunali

Gli inquilini, che hanno comunque sborsato 9.500 euro per ogni appartamento, protestano in piazza. «Dagli infissi entra acqua erano migliori quelli originali»

POLA. Quella che colloquialmente a Pola viene indicata come la Casa dei dottori (perché all’interno ci sono numerosi ambulatori privati) è in effetti un elegante palazzone abitativo di fronte all’Arena costruito nel 1937, quindi all’epoca del Ventennio, come tante altre costruzioni in città.

Tra l’altro figura sulla Lista dei Beni culturali della Repubblica di Croazia. E visto che il tempo aveva inesorabilmente lasciato i suoi segni sulla struttura, di recente è stato sottoposto al face-lifting della facciata solo che il risultato sembra essere pessimo.

«Erano molto meglio gli infissi in legno originali - dicono gli inquilini - che quelli in cartone pressato che ci hanno installato e dai quali entra la pioggia in casa». Ma le lamentele non finiscono qui: dalla facciata pendono cavi di cui non si conosce lo scopo, gli stipiti e le lastre in pietra massiccia sulle facciate non son stati puliti e sono rimasti neri per l’azione dei fumi di scarico e dello smog, i graffiti non sono stati rimossi ma malamente ricoperti di vernice, la verniciatura della ringhiera sembra esser stata fatta dai bambini dell’asilo.

Ricordiamo che il restauro è stato effettuato nell’ambito del progetto “Dolce vita” sovvenzionato dall’amminstrazione cittadina, per migliorare l’estetica dei palazzi in centro città. Ebbene i lavori alla Casa dei dottori sono venuti a costare 350.000 euro di cui 160.000 erogati dai fondi europei per la riqualificazione energetica degli edifici, mentre la Città e l’Ente turistico municipale hanno contribuito con 26.000 euro.

Il resto è andato a carico dei proprietari degli appartamenti e vani d’affari: circa 9.500 euro a testa. Nei giorni scorsi gli inquilini hanno tenuto un comizio di protesta dinanzi al palazzo esigendo spiegazioni e ovviamente che venga posto rimedio alle numerose lacune.

Dal canto suo Dražen Leko a capo della societa Alfa–Inzinjering di Slavonski Brod cui è stata affidata la direzione dei lavori, ammette che non tutto sia stato eseguito a regola d’arte.

«Sì, ci sono degli errori da correggere - spiega - che la ditta appaltatrice Navi Coop di Pola è in dovere di eseguire entro i termini di garanzia». C’è da chiedersi però dov’era lui, il direttore dei lavori per l’appunto, durante l’esecuzione degli stessi.

Ora non si sa come andrà a finire. Interessante notare che lo stesso palazzo era assurto agli onori della cronaca nel 2011, per un motivo di tutt’altra natura. Ossia gli allora presidenti della Repubblica di Croazia Ivo Josipović e della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano avevano piantato l’olivo dell’amicizia proprio nel giardino antistante l’ingresso principale. —

P.R.

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