A Veglia arrivano gli sciacalli. Abbattuto un esemplare
VEGLIA. È stata ed è interessata dal comportamento deleterio di orsi e cinghiali, ma mai l’isola di Veglia (non almeno negli ultimi decenni) aveva avuto a che fare con sciacalli. Invece giorni fa un gruppo di cacciatori isolani è riuscito ad abbattere un esemplare adulto di sciacallo (canis aureus dalmaticus), giunto sicuramente a nuoto dalla terraferma perché attrattovi dall’odore emanato dagli ovini. Negli ultimi mesi l’animale ha provocato grossi danni agli allevatori di Bescanuova (Baška) e dintorni, accanendosi in ore notturne su pecore e agnelli. I pastori, credendo di avere a che fare con le due citate specie alloctone, orsi e cinghiali, si sono rivolti alle doppiette locali, chiedendo il loro impegno affinchè gli ovini potessero nuovamente muoversi indisturbati in quest’area sud–orientale dell’isola nordadriatica.
È stato l’allevatore e cacciatore di Bescanuova, Goran Frga›i„, a muoversi per primo, facendo aiutare dal suo amico quattro zampe e soprattutto da alcuni colleghi del posto. Dopo avere controllato e studiato un’ampia zona alle spalle di Bescanuova, Frga›i„ e altre sette doppiette hanno circondato quell’ombra furtiva che pareva un cane selvatico. Hanno abbattuto lo sciacallo senza eccessivi problemi, meravigliandosi non poco per quella presenza, mai registrata a memoria d’uomo a Veglia. Il corpo del canide è stato poi esposto in riva a Bescanuova, attirando le attenzioni dei “bodoli” (è così che vengono chiamati gli abitanti di Veglia), sorpresi nel vedere che lo sciacallo aveva agito nella loro isola. Se per Veglia è la prima volta, non così si può dire per gli abitanti di diverse isole adriatiche, abituati alle scorribande dello sciacallo. Parliamo delle varie Puntadura, Pago, Arbe, Giuppana, Curzola e della penisola di Sabbioncello, in Dalmazia. Finora la sua presenza non è stata segnalata a Cherso e Lussino.
Difficile dire quanto sia consistente la popolazione di questo canide che – questo è certo – causa non pochi dispiaceri ai proprietari di animali domestici. Abbiamo citato prima gli orsi e i cinghiali. Questi ultimi erano stati introdotti a Cherso per il fabbisogno del turismo venatorio, dopo di che si sono riversati anche nelle vicine Lussino e Veglia. Per i plantigradi il discorso è diverso: come gli sciacalli, a Veglia hanno messo piede, anzi zampa, grazie ad una traversata che li ha portati nell’isola dalla dirimpettaia terraferma. La cosa è avvenuta una ventina di anni fa e in questi due decenni (specie dal 1995 al 2005) hanno sbranato agnelli e pecore a centinaia. I cacciatori veglioti sono riusciti finora ad abbattere 12 orsi.
(a.m.)
Riproduzione riservata © Il Piccolo








