A2A: «Il turbogas diminuirà le emissioni»

Le emissioni di polveri sottili, cosiddette Pm 2.5, «non aggraverebbero l’attuale situazione» e la produzione in atmosfera di anidride carbonica «verrà significativamente ridotta». Quanto alla realizzazione del metanodotto, in particolare lungo il tratto di area carsica interessato dal Biotopo del Lisert, di alto valore naturalistico, «non soffrirà impatti» sia sotto il profilo ambientale che in fatto di habitat delle specie protette. Non ultimo, la questione occupazionale: «Verranno mantenuti gli stessi livelli». Sono i principali aspetti sui quali l’azienda A2A Energiefuture concentra l’attenzione. Ciò sulla scorta delle ulteriori documentazioni fornite in seguito alle quali il Ministero aveva avviato, lo scorso 12 marzo, una nuova consultazione pubblica, per la quale è in corso la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) legata al progetto di realizzazione dell’impianto a metano a ciclo combinato. Il Comune di Monfalcone ha a sua volta inoltrato le proprie osservazioni argomentando, come già dichiarato, nell’esprimere parere non favorevole rispetto alla compatibilità dell’opera, ritenendola «non sostenibile rispetto al territori in cui verrebbe ad insediarsi». In particolare, ha rilevato che le emissionni di polveri sottili Pm 2.5 con la prospettata centrale a gas «risulterebbero sostanzialmente equivalenti rispetto alla centrale a carbone funzionante con le regole dell’Autorizzazione intergrata ambientale attualmente vigenti». Nè cambierebbe per il Comune la quantità di emissioni di anidride carbonica. Sempre il Comune ha parlato di «impatti geologici che avrebbero eventuali trivellazioni e attività di interramento del metanodotto», facendo riferimento a falde, corsi d’acqua sotterranei, nonché rilevando la delicatezza dell’area speciale del Biotopo del Lisert.
L’azienda, invece, evidenzia prospettive ben diverse. A partire da una premessa: «Per l’impianto a metano a ciclo combinato – spiega – A2A ha proposto unn progetto di riconversione che prevede l’impiego delle migliori tecnologie disponibili, che sono in grado di garantire un significativo miglioramento della qualità dell’aria grazie ad una riduzione di tutte le emissioni». Entrando nel dettaglio delle polveri sottili, evidenzia come «le emissioni di Pm 2.5 delle centrali a turbogas sono “sostanzialmente” nulle, quindi la nuova centrale non apporterebbe un aggravio della situazione attuale, che peraltro non presenta criticità, come rilevato dalle centraline di monitoraggio gestite in zona dall’Arpa Friuli Venezia Giulia». Veniamo alle emissioni di anidride carbonica. A2A Energiefuture osseva: «Grazie al maggior rendimento garantito dalla nuova centrale a gas, sarà possibile ridurre in maniera significativa l’emissione di CO2 che passerebbe dagli attuali 884 kg a 323 kg per megawattora prodotto. Per quanto non esistano valori limite di legge per le emissioni di anidride carbonica – aggiunge –, A2A ha scelto di allinearsi al target di riduzione delle emissioni definito dalla Science Based Targets Initiative, diminuendo il fattore di emissione di CO2 al 2030 del 47% rispetto al 2017». Insomma, A2A Energiefuture ritiene come il progetto presentato tenga conto della minimizzazione degli impatti proprio a fronte del ricorso di tecnologie d’avanguardia, le migliori disponibili per questa tipologia di impianti.
In relazione alla conduttura, l’azienda afferma: «Le attività di posa del metanodotto verranno gestite con la massima attenzione, al fine di minimizzare qualsiasi possibilità di interferenza con le falde acquifere e i corsi d’acqua sotterranei. Il progetto prevede inoltre l’utilizzo di tecnologia trenchless, che consente di evitare scavi e di salvaguardare gli habitat caratterizzati dalla presenza del grillo Zeuneriana marmorata». La tecnologia “senza trincee” permette di non ricorrere agli scavi a cielo aperto evitando le manomissioni di superficie ed eliminando così pesanti e negativi impatti sull’ambiente sia naturale che costruito, sul paesaggio, sulle strutture superficiali e sulle infrastrutture di trasporto. L’azienda ricorda che «come da accordo siglato il 12 marzo 2020 tra A2A e i sindacati, il progetto prevede di mantenere gli attuali livelli occupazionali». Infine si osserva: «A2A ha espresso più di una volta e in tutte le sedi disponibili, la piena volontà di investire nel territorio di Monfalcone con le migliori tecnologie, attuali e future, garantendo ai cittadini e ai suoi dipendenti la massima cura dell’ambiente e della salute, secondo le norme di legge. La nostra intenzione è quella di partecipare allo sviluppo dell’area, affiancando le istituzioni locali e tutte le organizzazioni territoriali che, come noi, hanno a cuore lo sviluppo sostenibile del nostro Paese».—
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