A4, alleati divisi sul mega-staff di Tondo

«Più organi ci sono meno diventa efficace l’azione. Questa scelta mi pare complichi un po’ troppo le cose»
Il governatore Renzo Tondo
Il governatore Renzo Tondo
UDINE
«La task force a supporto del commissario non sia un carrozzone». L’ha già detto Gianfranco Galan, l’ha già paventato Giorgio Santuz, lo ripetono, il giorno dopo ferragosto, Lega Nord e Udc del Friuli Venezia Giulia. Padani e centristi sono preoccupati che la pattuglia prevista dall’ordinanza governativa sulla terza corsia della A4 ostacoli, anziché aiutare, Rendo Tondo, il commissario. E lanciano, con i segretari regionali Pietro Fontanini e Angelo Compagnon, lo stesso avvertimento di Galan: «No a ulteriore burocrazia».



IL MEGA-STAFF
Nel pool ipotizzato da Roma ci sono tre subcommissari (due se Friuli Venezia Giulia e Veneto la spunteranno), cinque dirigenti ad affiancare Autovie Venete, due consulenti, cinque funzionari a supporto del capo della Protezione civile, sei esperti tecnico-scientifici (quattro indicati da Anas e ministero dei Trasporti, due dalla presidenza del Consiglio), che possono salire sino a otto in sede di Conferenza dei servizi. Un mega-staff di 23 persone in aiuto a Tondo.



LE PERPLESSITÀ
Lega e Udc sono perplesse. «I commissari sono persone che semplificano le cose, non le complicano – sottolinea Fontanini –. Mi pare che la task force pensata per Tondo sia eccessiva nel numero dei componenti. In particolare non capisco la presenza dei funzionari a sostegno della Protezione civile. Il rischio reale è che, anziché semplificare il percorso, eccessive funzioni in campo aumentino i passaggi burocratici». Anche Compagnon ha qualche dubbio: «Rimango convinto che la soluzione Tondo commissario, in piena autonomia e con carta bianca, sia la migliore per raggiungere l’obiettivo di accorciare i tempi tecnici verso la terza corsia. Devo ancora approfondire i dettagli dell’ordinanza, ma una task force così articolata mi pare però complicare le cose. Più organi si formano meno diventa efficace l’azione del commissario. Speriamo che l’ottima scelta del commissario non venga messa in discussione da comitati e comitatini».



CARROZZONE
Anche da qualche esponente dell’opposizione giungono preoccupazioni simili. «Mi aspettavo una struttura più snella e decisionale – osserva Ettore Rosato, deputato del Pd –. Così com’è composto, questo pool anticipa un rischio reale di trasformarsi in un “carrozzone”. La logica del commissario non è quella di fare cose al posto di altri ma di bypassare procedure per poter autorizzare in deroga alle normative vigenti: non voglio trovare per forza il difetto ma mi sembra che l’ordinanza prefiguri un’operazione piene di vincoli invece che di facilitazioni». Sulla stessa linea anche Igor Kocijancic, capogruppo in Consiglio regionale della sinistra Arcobaleno: «La possibilità che i super-poteri del commissario vengano limitati dagli organi di supporto è stata ventilata dallo stesso Tondo: messaggio esplicito per spiegare che forse quei poteri non sono così pieni come si vorrebbe. Non capisco in particolare perché nominare due o tre vicecommissari dietro a un presunto super-commissario».



LIMITARE I COSTI
Ma non la pensano tutti così. Isidoro Gottardo è convinto che il governo non abbia peccato in sovrabbondanza: «È un nucleo autosufficiente, in grado di prendere le opportune decisioni». «Al fianco del commissario – dichiara il segretario regionale di Forza Italia – ci devono essere figure in grado di fornire giudizi tecnici all’interno di un comitato che si esprime unitariamente ma sulla base di specifiche discipline. Conoscendo l’impostazione dell’esecutivo e del sottosegretario Bertolaso, mi paiono indispensabili tutte le indicazioni date. Dopo di che andrà valutato se far corrispondere queste figure a funzionari già al lavoro in Regione o in Autovie. In modo che il numero non prefiguri costi aggiuntivi». Gottardo, che dice di preferire l’opzione un subcommissario ma di comprendere le esigenze regionali di rappresentanza e la conseguente volontà governativa di una sua presenza, esclude categoricamente in ogni caso che si vada, in prospettiva, verso una spartizione politica dei posti.



LA COMPETENZA
Nemmeno Gianfranco Moretton si stupisce dell’affollamento: «Lo staff del commissario potrebbe non essere eccessivo». Ma ciò che conta davvero – evidenzia il capogruppo del Pd – è la competenza delle persone. «I poteri straordinari conferiti al commissario – prosegue – richiedono una struttura capace di supportarlo sotto il profilo tecnico-giuridico e scientifico. Quella disegnata nell’ordinanza mi pare numericamente compatibile con la grande mole di lavoro e di impegno finanziario che il commissario dovrà gestire. Con uomini preparati, sarà possibile abbinare qualità e celerità e finalmente rendere la A4 adeguata alle attuali esigenze del traffico».

Marco Ballico
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