Abitanti in aumento sugli arcipelaghi croati Puntadura e Solta le isole più gettonate

la storia
Andrea Marsanich / FIUME
L’isola è vita, specie se vi arriva denaro come se piovesse. La Croazia, che può vantare qualcosa come 698 isole, 389 isolotti e 78 scogli, negli ultimi decenni si è premurata di migliorare le condizioni di vita nella regione insulare, colpita da una forte destrutturazione demografica, stanziando ingenti somme di denaro. A ciò si è aggiunta l’Unione europea che non si è sottratta nel garantire supporto a progetti ben preparati e motivati.
Se ne è parlato in sede di Sabor, il Parlamento croato, argomento che ha trovato quasi sempre d’accordo il centrodestra al potere e le opposizioni. È stata la segretaria di Stato al ministero dello Sviluppo regionale, Spomenka Čuric, a precisare che negli ultimi 14 anni la Croazia ha destinato alle sue isole qualcosa come 24 miliardi di kune, più o meno tre miliardi e 165 milioni di euro. Sono serviti a realizzare progetti infrastrutturali, a rendere più qualitative scuole, strutture sanitarie, porti, collegamenti marittimi, centri di riposo per anziani e quant’altro. L’interesse di Zagabria nei riguardi delle sue 49 isole abitate e della penisola dalmata di Sabbioncello (ha lo status di isola) ha portato alla tanto attesa crescita demografica. «L’ultimo censimento nazionale, quello del 2011, aveva evidenziato che nelle nostre isole adriatiche vivevano 132 mila abitanti – ha dichiarato Čuric – dieci anni più tardi gli isolani sono 137 mila e dunque 5 mila persone in più. È un successo di cui andiamo fieri, una situazione che può venire ulteriormente migliorata. Posso confermare che l’incremento demografico ha riguardato 36 delle 51 municipalità isolane, con l’aumento maggiore del numero di abitanti segnalato a Puntadura, nell’arcipelago di Zara, a Solta e a San Giovanni di Brazza. La flessione demografica più marcata si è avuta invece nella penisola di Sabbioncello, a Curzola e Lagosta».
Gli investimenti, ha precisato, sono stati corposi negli ultimi anni grazie ai fondi comunitari e in questo senso si è passati dai 507 milioni di kune (66,9 milioni di euro) del 2017, al miliardo e 400 milioni di kune (185 milioni di euro) nel 2019. Čuric ha inoltre specificato che a collegare le isole e la terraferma sono 51 tratte marittime, con gli isolani che possono fare affidamento su 58 Case della Salute, 69 asili infantili, 102 scuole elementari, 13 scuole medie e 23 ricoveri per anziani ed infermi. Non sono però solo rose e fiori. La deputata socialdemocratioca e sindaca di Castelmuschio (isola di Veglia), Mirela Ahmetović, ha criticato le Poste croate: «Questa azienda statale registra utili da capogiro, mentre in questi anni ha investito nelle isole la miseria di 430 mila kune, circa 57 mila euro. Lo ha fatto unicamente per acquistare climatizzatori nei suoi uffici postali. Tutto il resto, non di alta qualità, è rimasto inalterato». La deputata voluto però encomiare il lavoro della Regione quarnerino–montana nel miglioramento del tenore di vita nelle sue isole abitate, che sono Veglia, Arbe, Cherso, Lussino, Unie, Sansego, Sanpiero, Canidole grande e Canidole piccola. Non poteva mancare un riferimento al ponte che unirà la citata penisola di Sabbioncello e la terraferma, consentendo di evitare il corridoio bosniaco–erzegovese di Neum, collegando così la Dalmazia meridionale e il resto del Paese. Il progetto del megaponte (2,4 chilometri)sarà completato entro giugno 2022. —
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