Sulle tracce dell’Esodo con il ministro Abodi, parte da Trieste il Viaggio del Ricordo

Si è aperta in Consiglio comunale la seconda edizione dell’iniziativa dell’Agenzia italiana per la Gioventù

Lorenzo Degrassi

Si è aperta venerdì sera in consiglio comunale la nuova edizione del Viaggio del Ricordo, il percorso promosso dall’Agenzia Italiana per la Gioventù che accompagnerà fino al 4 luglio decine di ragazzi provenienti da tutta Italia lungo i luoghi simbolo dell’esodo giuliano-dalmata, delle foibe e delle vicende del confine orientale. L’iniziativa è stata presentata alla presenza del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e delle istituzioni locali.

Ad aprire l’incontro è stato il presidente del consiglio comunale Francesco Panteca, che ha portato il saluto dell’assemblea cittadina ai partecipanti, sottolineando il valore simbolico della scelta di Trieste come punto di partenza del percorso. Promosso dall’Agenzia Italiana per la Gioventù nell’ambito delle priorità indicate dal Ministero per lo Sport e i Giovani, il progetto si inserisce tra le iniziative dedicate alla partecipazione e al protagonismo delle nuove generazioni attraverso la conoscenza della storia.

L’iniziativa

Dopo l’esperienza del 2025 e il percorso preparatorio “Qui, Ricordo”, il viaggio punta a trasformare la memoria in uno strumento di formazione civile, alternando visite ai luoghi simbolo, incontri con testimoni, comunità italiane e momenti di confronto tra i giovani. Il viaggio, iniziato venerdì, con Trieste toccherà Capodistria, Umago, Parenzo, Rovigno, Pola, Abbazia, Zara e Spalato, da dove è previsto il rientro il 4 luglio. A prendervi parte i giovani tra i 18 e i 28 anni provenienti da tutto il territorio nazionale.

«Il Viaggio del Ricordo si inserisce in una serie di iniziative che questo Governo sta portando avanti per far conoscere ai giovani una delle pagine più dolorose e sconvolgenti della nostra storia – ha dichiarato il ministro Andrea Abodi –. La memoria delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata è stata per troppi anni vittima di una vera e propria congiura del silenzio, motivata da pregiudizi ideologici, insensibilità politica e convenienze geopolitiche. Per molto tempo si è detto che quella sulle Foibe fosse una pagina strappata, ma in realtà quella pagina, per troppi anni, non è stata scritta affatto».

Il ministro ha quindi affidato ai partecipanti il compito di trasformare questa esperienza in un patrimonio condiviso. «Conoscere i luoghi, ascoltare le testimonianze, comprendere la storia significa costruire una coscienza democratica più forte, fondata sul rispetto della verità storica, sulla giustizia e sulla convivenza tra i popoli».

L’assessore comunale all’educazione Maurizio De Blasio ha definito l’iniziativa «estremamente importante perché consente di conoscere una parte della nostra storia troppo a lungo trascurata». Nel corso della soirée è intervenuto anche l’assessore regionale Fabio Scoccimarro, che ha ripercorso il difficile contesto storico del confine orientale al termine della Seconda guerra mondiale, mentre la presidente dell’Agenzia Italiana per la Gioventù, Federica Celestini Campanari, ha ricordato come quella del 2026 rappresenti la seconda edizione del progetto. Alla cerimonia erano presenti anche il presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Enea Dessardo, e l’esule Erminia Dionis, che ha donato ai partecipanti copie del suo libro autobiografico “Una vita appesa a un filo”, offrendo una testimonianza diretta di una delle vicende più drammatiche del Novecento italiano.

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