Accoglienza, poche adesioni: bando prorogato a lunedì

Il viceprefetto Allegretto: «Ci sono state tante manifestazioni d’interesse ma non sfociate in partecipazioni vere e proprie». Sul tavolo 3,2 milioni
Di Francesco Fain
Bumbaca Gorizia 08.09.2014 Profughi afgani sit-in davanti alla prefettura Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 08.09.2014 Profughi afgani sit-in davanti alla prefettura Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Una proroga. «Perché le manifestazioni d’interesse ci sono state ma non si sono tutte concretizzate nella partecipazione effettiva al bando». Per questo, la Prefettura ha deciso di allungare i termini sino a lunedì del bando di gara denominato “Procedura ristretta per la conclusione di un accordo-quadro con più operatori economici sul quale basare l’aggiudicazione di appalti specifici per il servizio di accoglienza di cittadini stranieri in strutture residenziali e alberghiere e la gestione dei servizi connessi sul territorio della provincia di Gorizia”. In ballo 3.356.500 euro. Laconico l’annuncio pubblicato sul sito Internet della Prefettura. «Attesa la complessità dell’offerta, e allo scopo di permettere una maggior partecipazione, si prorogano i termini per la presentazione delle domande di partecipazione, di cui all’articolo 16 del bando di gara, alle ore 12 del 30 marzo 2015».

«Nulla di misterioso. Semplicemente, ci hanno chiesto informazioni molte persone ma soltanto a parole. Per questo, abbiamo deciso di prorogare i termini in maniera tale da dare la possibilità al maggior numero di soggetti di partecipare al bando». È chiaro a tutti che i risultati di tale procedura siano attesissimi dalla Prefettura poiché, soltanto così, potrà prendere il via un piano di accoglienza degno di questo nome per i tanti richiedenti-asilo (in massima parte afghani e pakistani) che “scelgono” Gorizia.

Sono ammessi a presentare domanda i soggetti indicati all’articolo 34 del decreto legislativo 163/2006 nonché le associazioni riconosciute e non riconosciute, le fondazioni o altri organismi o raggruppamenti che hanno fra i loro fini istituzionali quello di operare in un settore di intervento pertinente con il servizio oggetto dell’accordo-quadro.

L’appalto avrà una durata sino al 31 dicembre prossimo. A conti fatti, presupponendo una presenza costante nell’arco dei nove mesi di durata dell’accordo, il Viminale ha stanziato una cifra che è ritenuta sufficiente a coprire le spese per garantire la permanenza sul territorio isontino di 355 immigrati, meno degli oltre 460 oggi presenti sul territorio. Tuttavia, il bando - rivolto a tutti i Comuni della provincia - esclude Gradisca d’Isonzo, «dove è già attivo un centro governativo di accoglienza», si legge nel bando.

Interessante il capitolo relativo ai requisiti. Il soggetto partecipante dovrà possedere «comprovata esperienza» nell’ultimo triennio nell’espletamento di servizi in ambito Sprar ovvero in progetti di accoglienza destinati ai richiedenti protezione internazionale o nella gestione dell’emergenza Nordafrica o Mare Nostrum o nei servizi di accoglienza e integrazione della persona. Non solo. Chi si candida deve disporre di una o più strutture, idonee a norma di legge, con adeguato numero di servizi igienici con un minimo di 15 posti e un massimo di 90, ubicate in uno o più Comuni dell’Isontino, ad esclusione - torniamo a ricordarlo - di Gradisca.

«Le strutture da impiegare - si legge ancora nel bando - devono essere situate in edifici di proprietà privata o pubblica ad uso ricettivo (anche alberghiero) ovvero residenziale».

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