Trieste, accoltellamento di piazza Libertà: il sospettato si è dichiarato "minorenne" ed è stato rilasciato
Il caso affidato alla Procura dei minori. Continuano le indagini sui complici e il giro di droga

Il giovane afghano sospettato di aver accoltellato con tre fendenti un connazionale in piazza Libertà, fermato e portato in caserma dalla Polizia locale sabato pomeriggio per le procedure di identificazione e fotosegnalamento, secondo quanto si apprende da fonti giudiziarie «al momento» si è dichiarato minorenne. Lo conferma la procuratrice Patrizia Castaldini. In attesa di ulteriori accertamenti sulla veridicità dei dati che lo straniero ha fornito sulla propria identità, la Procura di Trieste ha informato la Procura dei minorenni del caso.
Il giovane è stato individuato sabato pomeriggio proprio in piazza Libertà, teatro del fatto di sangue avvenuto il giorno prima, dal Nucleo investigativo della Polizia locale. Gli agenti, che conoscono bene le dinamiche criminali cittadine, i profili degli individui ritenuti più pericolosi e i luoghi che frequentano, non ci hanno messo molto a rintracciare l’autore (fin qui presunto) dell’accoltellamento.
Sapevano dove si nascondeva, cioè in meandri dei magazzini abbandonati del Porto Vecchio, ed evidentemente tenevano d’occhio i suoi movimenti. E quando lo hanno visto aggirarsi in piazza Libertà, lo hanno avvicinato e fatto salire a bordo di un’auto per portarlo in caserma: è stato sottoposto a fermo (un fermo “per indiziato di delitto”, di fatto l’equivalente di un arresto) e poi, dopo l’identificazione, è stato rilasciato. La magistratura non ha disposto alcuna misura cautelare a suo carico perché la gravità delle lesioni arrecate al connazionale non raggiunge il livello di prognosi che, per legge, ne consente l’applicazione. A ciò si aggiunge il fatto che il giovane sostiene di essere minorenne.
Il sospettato, comunque, potrebbe essere implicato anche in altre aggressioni violente. Il filone investigativo è piuttosto chiaro: quello della droga. Sembra proprio questo il movente dell’accoltellamento.
Stando alle ricostruzioni, venerdì pomeriggio tutto è cominciato con una lite che si è accesa improvvisamente sul lato di piazza Libertà che dà verso via Ghega e il “Bar Caffè alla Stazione”. Uno dei due afghani, a un certo punto, ha sferrato tre fendenti addosso all’altro colpendolo all’altezza del gluteo e poi è scappato. I testimoni hanno affermato di aver sentito urlare e poi di aver assistito a un fuggi fuggi di varie persone. L’ipotesi, su cui sta lavorando il pm Cristina Bacer, è infatti che possano essere coinvolti dei complici. L’aggressore, insomma, non avrebbe agito da solo ma assieme ad altri connazionali che farebbero parte del giro di droga.
Il ventenne, dopo aver subìto i tre fendenti, ha percorso alcuni metri verso il punto centrale della piazza, come si evince dalle tracce di sangue, per poi raggiungere una delle panchine a lato del capolinea della 17. E lì si è accasciato. Aveva una grave emorragia. La vittima è stata soccorsa rapidamente grazie alla presenza di una pattuglia della Polizia locale che stava transitando per caso in piazza Libertà. E ciò ha permesso di avviare subito le indagini. Gli agenti, dopo aver assistito il ferito assieme ai sanitari del 118, hanno transennato l’area con il nastro e si sono messi alla ricerca dell’arma utilizzata dal criminale guardando nelle aiuole, tra i cespugli e dentro i cestini delle immondizie. Il lago di sangue accanto alla panchina, con i vestiti macchiati del ragazzo, hanno creato molto sgomento tra i passanti. In particolare i turisti e i pendolari che si stavano incamminando verso la stazione ferroviaria. —
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