Accoltellato da un amico La vittima depone in aula «Non so perché l’ha fatto»

«Prima mi è venuto contro e mi ha atterrato, sferrandomi dei pugni addosso. Poi, quando mi sono svegliato in ospedale, mi sono reso conto che avevo anche un taglio profondo al braccio». Ha parlato la vittima, il cinquantacinquenne Andrea Bellini, nella prima udienza di dibattimento del processo (giudice Laura Barresi) che vede imputato per lesioni il cinquantatreenne Dario Pacor.
Bellini era stato aggredito nel proprio appartamento di piazzale de Gasperi la sera del 3 ottobre del 2017.
Pacor aveva usato un coltello da cucina con una lama di 8,8 centimetri. La ferita aveva causato alla vittima una ferita al polso destro con una lesione ai tendini.
«Io e Dario ci conoscevamo da quando eravamo ragazzini», ha raccontato in aula Bellini (difeso dall’avvocato Antonio Santoro). «La sera del 3 ottobre sono andato al bar sotto casa, lì ho incontrato Dario e abbiamo bevuto assieme. Poi ho invitato lui e la sua amica da me, visto che il bar stava chiudendo. A un certo punto – ha aggiunto – sono andato in terrazzo a fumare una sigaretta... ho sentito che loro stavano litigando... avevamo tutti bevuto. Non so per quale motivo Dario mi ha aggredito prendendomi a pugni e ferendomi con il coltello. Non ricordo se ho fatto qualche battuta nei confronti della ragazza che era con lui o se ho tentato un approccio... avevo bevuto. Comunque la cicatrice al braccio è ancora visibile, ho danni permanenti alla mano e ho perso parte della sensibilità».
Dopo l’aggressione Pacor era fuggito in strada. I Carabinieri lo avevano trovato intorno all’una di notte in via Cumano. L’uomo era stato quindi portato in caserma. «Va detto che quella sera tra i due c’era stata una colluttazione», ha affermato Mauro Dellago, il legale che difende l’imputato, a margine dell’udienza: «Secondo quanto mi ha riferito il mio assistito è nel corso della colluttazione che Bellini si è ferito». —
G.S.
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