Addio feste studentesche al Mandracchio per i minorenni

Il titolare: «Troppo rischioso ormai avere a che fare con chi ha meno di 18 anni». Annullate le feste programmate. Avvisi alle scuole

TRIESTE. Il Mandracchio spegne la musica ai minorenni. Il locale dietro a piazza dell'Unità, uno dei preferiti dagli adolescenti alla ricerca di ritmo e festeggiamenti, dice basta alle feste studentesche, annullando anche quella già calendarizzata per stasera, rimborsando quanti avessero già acquistato il biglietto. La direzione del Mandracchio ha avvisato anche le scuole, inviando una comunicazione scritta a tutti gli istituti scolastici superiori della provincia.

La decisione, si legge, è stata presa «in considerazione della legittima preoccupazione dei genitori e delle autorità competenti in città». Tutto è nato dai controlli messi a segno giovedì notte dagli uomini della Questura, con l'ausilio della Polizia locale, nelle discoteche cittadine al fine di verificare il rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza e di somministrazione di alcolici ai minori. I controlli, che in quella serata non hanno fatto scattare sanzioni, sono bastati però al titolare del Mandracchio, Tommaso Centazzo per mettere a fuoco quanto sia alta l’attenzione riservata al mondo di minori.

Un mondo caratterizzato sempre più spesso da eccessi, come testimoniato anche recenti fatti di cronaca. «Ho colto una tale apprensione e preoccupazione - evidenzia Centazzo - da sentirmi investito di una responsabilità che va a oltre quella che giustamente deve avere chi gestisce un locale di pubblico spettacolo. Lavorare con i minori, malgrado si mettano in pista esperienza e professionalità, è diventato talmente rischioso che preferisco uscire da questo terreno scivoloso, dedicando la mia attività solo ai maggiorenni».

L'organizzazione delle feste studentesche parte da alcuni alunni delle superiori, spesso riuniti in comitato. «Iniziano alle 21 - illustra l'imprenditore - e terminano alle 24. Gli alcolici vengono addirittura tolti dal banco bar, non viene servita nemmeno una goccia e i ragazzi anche all’entrata vengono scrupolosamente passati in rassegna dal personale della sicurezza. Chi non è “a bolla” resta fuori. Allo scoccare della mezzanotte - aggiunge - si riaccendono tutte le luci, i ragazzini vengono fatti uscire e poi inizia la serata per maggiorenni. Al di fuori delle serate studentesche, i minori da noi già non entravano. E ora, con dispiacere, devo escluderli del tutto. Mi sento costretto a declinare questa responsabilità, non vorrei restare invischiato in situazioni spiacevoli».

Può capitare per esempio che un adolescente beva alcolici prima di entrare in discoteca, o si porti dietro qualche pasticca che poi prende poi in bagno, e si senta poi male in pista, trascinando così inevitabilmente il gestore del locale di fronte a molte responsabilità. «Le mie responsabilità me le sono sempre prese, lo staff è preparato e esperto, - sottolinea Centazzo -, ma forse ormai non basta. È ora che ad assumersele siano anche le persone chi crescono i ragazzi fuori da qua». 


 

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