Aeroporto liberato dal mostro fatiscente dell’ex inceneritore

RONCHIRealizzato negli anni Ottanta, ha funzionato per poco tempo. Ed ora finisce sotto i colpi delle ruspe. È l’inceneritore che, abbandonato ormai da parecchi anni, si trova all’interno dell’aeropo...

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Realizzato negli anni Ottanta, ha funzionato per poco tempo. Ed ora finisce sotto i colpi delle ruspe. È l’inceneritore che, abbandonato ormai da parecchi anni, si trova all’interno dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari. Ancora qualche giorno di lavoro e di questo manufatto, così come della struttura che si trova al suo fianco, non ci sarà più traccia. Il tutto all’interno di un più vasto progetto che i vertici del Trieste Airport hanno messo a punto per far di diventare più bello, più elegante e più funzionale lo scalo. È una ditta specializzata, la Trans Ghiaia, ad occuparsi delle operazioni di abbattimento dell’ex inceneritore, utilizzando una speciale pala meccanica che dispone di una sorta di grande tenaglia capace di agguantare e sbriciolare sia le parti in cemento armato, sia quelle in ferro, come ad esempio il camino. Ci fu una legge che, nel passato, obbligava tutti gli aeroporti italiani a dotarsi di un inceneritore.

Era necessario specialmente nell’eventualità che ci si trovasse di fronte alla morte di bestiame che, eventualmente, fosse stato sbarcato da un aereo.

Per qualche tempo, in assenza di altre strutture del genere nei dintorni, fu anche utilizzato dalla nettezza urbana del Comune di Ronchi, ma ben presto ci si accorse che non solo la sua gestione era antieconomica, ma che le normative per il rispetto ambientale imponevano aggiustamenti e migliorie i cui costi non sarebbero mai stati assorbiti. Così l’inceneritore fu chiuso ed abbandonato a se stesso. «In questi anni – sono le parole del direttore generale, Marco Consalvo – esso era diventato ricettacolo di topi e di serpenti, ma anche casa ideale per centinaia di piccioni che qui stazionavano e si riproducevano. Era un ostacolo non da poco anche sotto il profilo igienico-sanitario e per questo motivo, nell’ottica di un graduale svecchiamento dello scalo, abbiamo deciso di raderlo al suolo».

Si lavora ancora, quindi, all’aeroporto di Ronchi dei Legionari, anche dopo l’inaugurazione del polo intermodale dei trasporti e dopo la prima tranche di interventi che hanno riguardato l’aerostazione. La ristrutturazione del terminal dell’aeroporto, completata a giugno scorso, ha ridisegnato le volumetrie interne ora più funzionali ai passeggeri per spazi e servizi offerti. Le infrastrutture di volo, comprendenti i piazzali di sosta degli aeromobili e gli impianti connessi già realizzati, verranno completate a giugno 2019 con il rifacimento della pista di volo. –



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