Agibile la strada della Cona ma resta sotto osservazione in caso di pioggia

Tuttavia per gli amanti del sito c’è sempre  la possibilità di raggiungere la riserva a piedi percorrendo l’argine dell’Isonzo



Riaperta alla circolazione dopo una settimana di chiusura la strada di accesso all’Isola della Cona a causa del maltempo e per il pericolo di esondazione dell’Isonzo, specie nell’ultimo tratto golenale della strada lunga un centinaio di metri allagato, nonostante la strada che sia stata alzata.

Lo ha confermato ieri il sindaco di Staranzano Riccardo Marchesan il quale ha sottolineato che nonostante sia rallentata la grande emergenza, occorre sempre vigilare sugli eventuali sviluppi del meteo poiché la zona di accesso alla riserva è frequentata da tanti visitatori e in caso di maltempo l’ondata di piena del fiume potrebbe arrivare anche se la pioggia si è placata.

Per i più coraggiosi, tuttavia, in particolare i fotografi naturalisti per i quali gli scatti vanno bene con qualsiasi condizione atmosferica, c’era la possibilità di raggiungere a piedi il centro visite percorrendo l’argine che costeggia la strada. Un percorso che in genere utilizzano quasi sempre in caso di emergenza gli operatori della riserva naturale per dare da mangiare ai cavalli Camargue e controllare le strutture.

A dare man forte a questa soluzione per i visitatori è favorevole anche il direttore della Sbic (Stazione biologica della Cona), Fabio Perco. «Alla Cona – spiega – si accede pure a piedi lungo l’argine. Non è scritto da nessuna parte che bisogna andare a tutti i costi in macchina. Il lavoro di innalzamento della strada che ha fatto la Regione è giusto perché, se la golena che è il letto del fiume di piena, si alzava ancora di più la strada, si riduceva il passaggio dell’acqua. Quindi bisogna partire dall’idea che quando ci sono questi eventi meteorologici eccezionali, alla Cona si va a piedi. È appena un chilometro e mezzo, non è mica un problema. In questo modo – aggiunge Perco – si vede anche un interessante e affascinante panorama naturalistico. Inoltre non ci sono più i casoni sul canale Quarantia e la zona si è molto rinaturalizzata. Un’area, quindi, che va valorizzata per visitatori perché non esiste solo il centro visite e il bar, la riserva è tanto di più».

Lo stesso naturalista Perco venerdì alle 18.30, in collaborazione con l’associazione Co.Na. terrà a Trieste una conferenza dal titolo “Un progetto preliminare per il ritorno dell’Aquila di mare” che avrà luogo nella sala proiezioni della Società Alpina delle Giulie in via Donota 2. —



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