“Aiuto” al governo per finanziare i rimpatri forzosi. Dem all’attacco

Giunta pronta a contribuire alle espulsioni disposte da Roma. Shaurli: «Se ha bisogno dei nostri soldi lo Stato è alla frutta»
Silvano Trieste 2018-08-22 Immigrati che dormono nel giardinetto di Piazza Liberta', sul moletto a pochi passi dalla Capitaneria di Porto
Silvano Trieste 2018-08-22 Immigrati che dormono nel giardinetto di Piazza Liberta', sul moletto a pochi passi dalla Capitaneria di Porto

TRIESTE La giunta regionale, in un Programma immigrazione 2019 da 6,4 milioni, che contiene anche 150 mila euro per la prevenzione del fondamentalismo e della radicalizzazione, ha stanziato al capitolo “rimpatri volontari” 350 mila euro. Ora, con il disegno di legge Omnibus, a quel fondo si potrà attingere anche per i rimpatri forzosi. «Quando il ministero ne segnalerà la necessità, potremo intervenire con un nostro contributo», sottolinea l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti.

Quei 350 mila euro erano entrati nel mirino del presidente dell’Ics Gianfranco Schiavone e del direttore della Caritas di Trieste don Alessandro Amodeo. Per il primo, premesso che i rimpatri volontari «sono iniziativa apprezzabile», ci sarebbe «propaganda nell’aver previsto una somma sproporzionata rispetto al bisogno e all’interesse, mentre siamo all’elemosina, se non al nulla, su integrazione scolastica, servizi di sportello e inclusione sociale dei rifugiati». Per il secondo «mancano politiche per tradurre il finanziamento in risultati concreti».

La giunta però tira dritto e allarga il campo pure ai rimpatri forzosi. Lo fa nel ddl approvato a metà settimana in seduta straordinaria in cui si modifica tra l’altro la legge 31 del 2015, “Norme per l’integrazione sociale delle persone straniere immigrate”. Al comma 1, che già dispone che la Regione «sostiene e attua progetti e interventi di sostegno al rientro volontario e al reinserimento nei Paesi di origine delle persone straniere immigrate presenti sul suo territorio, secondo quanto previsto nel Programma annuale», aggiunge il comma 1 bis: «La Regione, nell’ambito di accordi con le autorità procedenti, sostiene interventi per il rimpatrio delle persone straniere immigrate colpite da provvedimenti di espulsione. L’iniziativa può essere attivata accedendo ai fondi che nel programma annuale sono destinati all’intervento denominato “Misure per favorire i rimpatri”». L’obiettivo della giunta, si legge in una nota, è «contrastare la presenza in Friuli Venezia Giulia di cittadini stranieri irregolari, oppure giudicati pericolosi per la sicurezza pubblica o che hanno compiuto reati». Il provvedimento «si inserisce nella strategia complessiva di contrasto all’immigrazione clandestina avviata in collaborazione con il ministero dell'Interno e le forze dell'ordine, nell’ambito della quale sono stati potenziati i controlli sui confini». Parallelamente, «la Regione continua a sostenere i rimpatri volontari, ovvero supporta economicamente i cittadini stranieri che decidono di ritornare al proprio Paese per concretizzare un progetto imprenditoriale o lavorativo».

Roberti non ha dubbi. «Anziché spendere soldi, come nella legislatura precedente, per percorsi inutili a favore di persone che non avevano alcuna certezza di vedersi riconoscere lo status di rifugiato - dichiara l’assessore -, preferiamo utilizzare le risorse pubbliche, d’intesa con il ministero, per rispedire a casa persone che non hanno il diritto di stare sul nostro territorio».

Una linea bocciata dal Pd. «Se Salvini ha bisogno dei soldi del Fvg per rimpatriare gli stranieri, vuol dire che lo Stato è allo sfascio - attacca il segretario regionale dem Cristiano Shaurli -. Per fortuna non è ancora così: Salvini non riesce a spendere i fondi del ministero perché i rimpatri forzati sono fermi al palo, solo che Fedriga gli offre in più i soldi dei nostri cittadini. Siamo all’estremo limite della propaganda sbracata e allo sbando delle istituzioni, con chiacchiere fatte passare per provvedimenti di sicurezza e sovrapposizioni di competenze che deridono la nostra autonomia. A parte l’assoluta inutilità di questa gentile offerta al Viminale, c’è da chiedersi se la Corte dei conti apprezzi questo modo di appostare le risorse della Regione per far fronte a competenze che sono chiaramente dello Stato».

Sul tema c’è pure una guerra di cifre. A Shaurli, che afferma che «la giunta Fedriga vive di parole esattamente come il governo, che in tutto il 2018 ha rimpatriato 6.820 cittadini stranieri, quasi gli stessi del 2017 e quasi niente a fronte del mezzo milione promesso in campagna elettorale, pochissimo anche rispetto ai 90mila dichiarati da Salvini il 25 aprile», ribatte Roberti: «Non so dove vive il segretario del Pd. Il 2019 è il primo anno in cui ci sono più rimpatri che ingressi sul territorio». Numeri ufficiali e aggiornati sugli ingressi, tuttavia, è impossibile averne: il dossier immigrazione caricato sul sito della Regione arriva infatti solo fino al mese di gennaio. —


 

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