Al Cara ora 120 ospiti Marchesiello monitora l’assistenza sanitaria

GRADISCA. Sulla convivenza del Cpr con il Cara, il prefetto di Gorizia Massimo Marchesiello si dice convinto che non ci saranno problemi dal momento che, in questa fase, «i flussi lungo la rotta balcanica si sono quasi del tutto interrotti» e i richiedenti asilo ospitati nell’“altra” struttura «sono circa 120». L’aspetto che, invece, andrà valutato è secondo il prefetto quello dell’assistenza sanitaria, da concordare con gli enti e le strutture del territorio, «con i quali c’è un costante aggiornamento e un rapporto costruttivo». Il timore è che si verifichino atti di autolesionismo come in passato.

La coesistenza fra le due strutture, in ogni caso, continua a preoccupare il sindaco Linda Tomasinsig. E ad infiammare il dibattito politico. «A casa mia preferirei una struttura chiusa, controllata, da cui non possono uscire le persone – argomenta il governatore della Regione Massimiliano Fedriga –, dando così sicurezza all’ambiente dove è insediato, più che un Centro accoglienza per richiedenti asilo (Cara ndr) dove le persone vanno dove vogliono». Con la Lega al governo, aggiunge, «abbiamo diminuito drasticamente i numeri del Cara con l’obiettivo di chiuderlo gradualmente. Io mi auguro che questo governo vada in quella direzione. Se Gradisca ha l’onere del Cpr – riconosce comunque Fedriga – non può avere come altro insediamento anche il Cara».

E per il superamento del Cara annuncia di volersi nuovamente impegnare la deputata dem Debora Serracchiani: «È in corso un dialogo serrato con il Viminale per evitare che a Gradisca rimangano contemporaneamente operative Cpr e Cara. In queste ore e anche nei prossimi giorni – dice– continueremo con determinazione a chiedere che venga rispettato l’impegno politico preso dal ministro Minniti, che aveva assicurato che le due strutture non sarebbero state mantenute entrambe attive a Gradisca». Coesistenza «causata da scelte politiche sbagliate del passato, che risalgono al periodo in cui il ministro dell’Interno era Marco Minniti e ha disposto l’apertura di un centro in ogni regione – attacca invece il MoVimento 5 Stelle con la deputata Sabrina De Carlo. Rispetto al sistema dei Cpr non nascondiamo diverse perplessità e riserve, poiché non lo riteniamo confacente alle esigenze del territorio. Tuttavia, la questione deve essere affrontata anche e soprattutto dal punto di vista normativo, tenuto conto che il Decreto rimpatri sicuri, recentemente entrato in vigore, potrà sfoltire e alleggerire le presenze all’interno dei centri». –

L. M.

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